8.0
- Band: DAGOBA
- Durata: 00:44:54
- Disponibile dal: 20/02/2006
- Etichetta:
- Season Of Mist
- Distributore: Audioglobe
Spotify:
Apple Music:
Francia. Ancora Francia. Fortissimamente Francia. I cugini d’Oltralpe stanno ormai diventando, pian piano, i padroni europei di un certo modo di intendere il metallo moderno ed estremo, contaminato ma poco “modaiolo” allo stesso tempo. I Dagoba, già autori di un apprezzato debutto nel 2003, tornano ora con il secondo lavoro qui presente, intitolato “What Hell Is About”…e lo fanno seguendo le tracce luminosissime di act che già hanno lasciato il segno, come ad esempio i giovani Hacride, oppure i più esperti Scarve. Tutto, sempre e comunque, nel segno comune di una musica votata al futurismo brutale e apocalittico, ben supportato da melodie mai banali, convogliate in un supporto ritmico assolutamente massacrante e debitore di vere e proprie macchine da guerra quali Fear Factory, Strapping Young Lad e Meshuggah. Il quartetto francese si ripresenta al pubblico, quindi, con un platter completo e totalmente appagante, forte di una particolare e dinamitarda miscela tra industrial pulsante e straight-in-your-face, brutal americano rivisitato e death metal europeo (per una volta praticamente scevro da vocazioni scandinave), il tutto corroborato da qualche sezione metal-coreggiante e da aperture ariose e melodiche che, di volta in volta, sono opera di inserti di tastiera, sintetizzatori o voci pulite. La produzione made in Antfarm (ancora!) non fa altro che spazzare via ogni sorta di imperfezione dal songwriting dei Dagoba, rendendolo una vera e propria scarica di mitragliatrice! La band è compatta, coesa e consapevole di avere per le mani un disco eccellente: le vocals di Shawter sono meravigliose, sia quando si esibisce in un “pulito roco”, sia quando si propone in tonalità più aggressive; la coppia ritmica Werther/Franky è una bomba ad orologeria, mentre i massicci riff di Izaker sono la miccia che innesca il tutto. “Cancer” è davvero il pezzo migliore sentito finora nel 2006 dal sottoscritto…e molti altri stanno solo un pelino sotto, qualitativamente parlando. Improvvise chitarre acustiche, effetti particolari, linee vocali originali…elementi in più che aumentano il valore di “What Hell Is About”; proprio come l’incredibile voce di Simen Hestnaes, alias ICS Vortex, ospite di lusso in “It’s All About Time” e “The White Guy (Suicide)”, autore della solita, imperdibile, squillante prestazione. Disco devastante come tornado, infuocato come magma colante. Se su Giove i vortici di nubi potessero produrre musica, le tempeste avrebbero il suono dei Dagoba. Spaziali.
