DALLA NEBBIA – Felix Culpa

Pubblicato il 21/11/2015 da
voto
7.0
  • Band: DALLA NEBBIA
  • Durata: 00:55:42
  • Disponibile dal: 18/09/2015
  • Etichetta:
  • Razed Soul Productions

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“Dalla Nebbia”: un nome decisamente suggestivo, sopratutto per una band che – a dispetto di questo e del sound di cui parleremo a breve – viene dagli Stati Uniti e non ha membri italiani. I quattro americani (South Carolina, per la precisione)  dopo aver debuttato sulla lunga distanza tre anni fa con il notevole “The Cusp Of The Void”, tornano oggi con questo “Felix Culpa”, un disco di post black metal raffinato, arricchito da elementi vagamente progressive. Cori, violini e tastiere contribuiscono a creare un’atmosfera carica e vagamente decadente e malinconica, qualcosa che ricorda molto da vicino il sound di alcune band di casa nostra. Quello che il gruppo cerca è l’atmosfera, una violenza sonora soffusa ed autunnale, a tratti funerea (come l’incipit dell’ultima track, “Paradise In Flames”), aggiungendo al proprio black metal tastiere, violini baroccheggianti e campioni (da brividi gli estratti del celebre “death tape” in cui viene annunciato il suicidio di massa di Jonestown). Le melodie dei “Dalla Nebbia” sono cupe, tristi e struggenti, mentre le ritmiche variano dal lento accompagnamento alle tirate tipiche del genere. L’opening, dopo la canonica intro strumentale, è alternata a “Until The Rain Subsides” che gioca tutto sulla velocità black metal, unita al suono del violino. Un buon inizio che, però, viene seguito dall’interlocutoria “Abandoned Unto Sky”. Bisogna, però, dire che non troviamo altri passi falsi in questo disco. Le tastiere che aprono “Lament Of Aokigahara” (la foresta giapponese nota per detenere l’annuale primato di suicidi, tema evidentemente importante nella musica dei blackster americani) hanno un sound decisamente mid-90s, quasi alla Mortiis, ed il pezzo ha di nuovo un buon pathos che, con lugubre maestosità, ci accompagnerà fino alla fine dell’angosciante “Felix Culpa”. I difetti che possiamo trovare ai “Dalla Nebbia” sono pochi, ma decisamente rilevanti: in prima battuta ci sentiamo di dire che la loro proposta musicale non è delle più originali, secondariamente che la band tende ad essere un po’ troppo prolissa, ripetendo quasi in ogni pezzo dei pattern facilmente individuabili. Questi due aspetti rischiano di far diventare il disco poco longevo; per contro, alcuni passaggi sono molto belli, carichi di atmosfere tristi e malinconiche, ed inoltre l’alternanza di momenti più lenti e cupi si contrappone egregiamente alle parti tirate, più vicine ad un canonico black metal. Un’ultima segnalazione va alla produzione, che riesce – pur essendo pulita e ben definita – ad avere un’aura che rimanda ancora una volta agli anni Novanta, evidentemente punto di riferimento, almeno per certi aspetti, per i “Dalla Nebbia”. Tutto sommato, quindi, un buon disco che merita sicuramente un ascolto (tanto più che la band rende il disco asportabile gratuitamente su Bandcamp).

TRACKLIST

  1. Memento Mori
  2. Until The Rain Subsides
  3. Abandoned Unto Sky
  4. Lament Of Aokigahara
  5. The Banner Of Defiance
  6. Not Within The Stone
  7. Felix Culpa (Theodicy Corrupted)
  8. Das Gelächter Gottes
  9. Paradise In Flames
  10. The Silent Transition
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