6.5
- Band: DAM
- Durata: 00:49:10
- Disponibile dal: 30/06/2005
- Etichetta:
- Candlelight
- Distributore: Audioglobe
I Dam sono un gruppo londinese nato nel 1997, e non è un caso. Molte in quell’anno furono le uscite discografiche che volgevano lo sguardo al passato, passato che aveva diversi nomi e diverse identità, ma sempre di ‘grande passato’ si trattava, traducibile in At The Gates e Carcass, tanto per fare un esempio. Molti furono i gruppi che guardando a questi mostri sacri dedicarono le loro energie musicali ad un misto di referenza stilistica o sudditanza compositiva. I Dam, nel 2005, si rifanno a quegli schemi e la cosa, vista l’annata, paradossalmente suona meno scontata che otto anni fa. Dopo la miseria di tre demo, ecco il debut… un buon debut. L’opener è specchio fedele di tutto quello che potete trovare in questo CD: suoni figli del death metal, ritmiche che ricordano anche i più forsennati Kreator, un songwriting che ha ben in mente lo stile degli At The Gates. Nelle altre canzoni del CD si possono ritrovare impronte di Death e Carcass. Perché allora ascoltare tutto questo mescolìo che porta un nome ignoto come Dam? Perché il gruppo ha le sue belle qualità, quelle di saper ‘copiare’ bene, in maniera intelligente e vincente, cosa che non tutti sanno fare. Non fermatevi alla copertina veramente mal realizzata, oltre che graficamente povera, l’interno del CD è pura sostanza e non temete ritornelli dolciastri in stile MTV che spopolano in quasi tutte le pseudo-death metal band di oggi. Questo album è rivolto stilisticamente e concettualmente al 1997, riflesso a sua volta di tempi ancor più lontani. Ascolto consigliato specialmente alla vecchia guardia del metal estremo.
