6.5
- Band: DAM
- Durata: 00:41:01
- Disponibile dal: 01/10/2007
- Etichetta:
- Candlelight
- Distributore: Audioglobe
A due anni di distanza dall’esordio, la Candlelight immette sul mercato il secondo lavoro targato Dam, quartetto londinese del quale si dice un gran bene. Avevamo lasciato i nostri alle prese con un death thrash svedese piuttosto violento, quindi, quando parte la prima traccia di questo “The Different Engine” si rimane leggermente spiazzati dal fatto che i ragazzi hanno iniettato delle forti componenti black sul loro abituale canovaccio. E’ soprattutto la sei corde di Nathanael Underwood ad andare in tale direzione, dato che la sezione ritmica risulta prettamente death-oriented. La sensazione iniziale non viene però suffragata dalle restanti canzoni, in ultima istanza più o meno tutte riconducibili al death. Vi sono tracce maggiormente rock-oriented, come “Eyeballing”, altre più melodiche come “Outside”, oppure maggiormente moderne quali “A Wound That Never Heals” e la strumentale “New Quest”. Tra tutte spiccano “Made Of Beasts” e la conclusiva “This Has Nothing To Do With Apathy”: la prima molto affine al brutal con dei notevoli blast beat, la seconda praticamente una traccia doom ben congegnata ed eseguita. A guidare la band è sempre e solo la sei corde del già citato Underwood (anche cantante peraltro): è lei che decide che intonazione dare al pezzo, è lei che guida i brani grazie a dei riff a volte melodici, a volte complessi (vedi il caso di “Mirror-Image Ritual”, praticamente un omaggio ai Death) e sempre e comunque di buona fattura. La sezione ritmica segue gli umori del leader e, nonostante questo, riesce comunque a distinguersi per dinamismo e precisione. L’album non è esente da pecche, a livello compositivo c’è ancora diverso lavoro da fare, ma se siete amanti del death in tute le sue forme, allora un ascoltino a questo “The Different Engine” dovreste davvero darlo.
