DAMNATIONS DAY – Invisible, The Dead

Pubblicato il 18/01/2014 da
voto
7.0
  • Band: DAMNATIONS DAY
  • Durata: 37:37
  • Disponibile dal: 17/09/2013
  • Etichetta: Nightmare Records
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Ma che bravi i Damnations Day! Questo è ciò che viene da dire a poche note dall’inizio del disco degli australiani, che paga dazio al metal classico, risultando però estremamente attuale. Il quartetto sorprende per la maturità del proprio sound, per la sicurezza palesata nel songwriting e per un cantante semplicemente incontenibile, che risponde al nome di Mark Kennedy. Dopo un inizio di recensione così entusiasta vi starete chiedendo per quale motivo “Invisible, The Dead” non abbia trovato spazio nei nostri Hot Album; abbiate pazienza e ci arriviamo. L’inizio del disco è affidato alla titletrack, con la quale è chiaro fin da subito come l’ensemble abbia una marcia in più: elegante progressive metal che ricorda i nostrani Labyrinth, che mostra una band audace, smaniosa di stupire e, come dicevamo, forte di un singer di razza. Tanta grazia è udibile anche nella successiva “The Meaning”, costruita su una solida base speed-thrash e giocata tra assalti devastanti e momenti melodici, con un tocco acustico che dona al tutto un sapore oscuro. La seguente “I Am” è un altro pezzo straordinario che risente dell’influenza dei Judas Priest di “Painkiller” e il pezzo risulta proprio come una novella “Painkiller” (la canzone), con la particolarità però che lo stile dei Damnations Day è subito riconoscibile, e scusate se è poco. Kennedy è ancora una volta superlativo. La seguente “Reaper” suona come potrebbero fare i Judas oggi, se solo fossero ancora ispirati, mentre la seguente “A Ghost In Me” è una ruffiana ballad dal forte sapore yankee. Fin qui nulla da dire; la band pare di livello superiore rispetto all’affollata concorrenza, con dalla sua un cantante straordinario e una vocazione impressionante nel saper scrivere melodie vincenti. Però qualcosa da questo momento inizia a non funzionare più: gli ultimi quattro pezzi, pur lasciandosi ascoltare con piacere, non reggono il paragone con il Lato A del disco, davvero di un altro livello. Quello che inizia a mancare è l’imprevedibilità delle prime composizioni e la spavalderia che le caratterizzava. Sia chiaro, “Invisible, The Dead” è un album sicuramente da ascoltare e i Damnations Day sono una band che ha le carte in regola per far parlare di sé in futuro; per ora godiamoci l’ottima manciata di pezzi presenti in questo lavoro e attendiamo con trepidazione il seguito il quale, se manterrà un songwriting più costante, siamo certi che sarà un capolavoro.

TRACKLIST

  1. Invisible, The Dead
  2. The Meaning
  3. I Am
  4. The Reaper
  5. A Ghost In Me
  6. Lucid Dreaming
  7. Reflections
  8. Carried Above The Sun
  9. A World To Come
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