6.5
- Band: DANKO JONES
- Durata: 00:41:18
- Disponibile dal: 21/11/2025
- Etichetta:
- Perception
Spotify:
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Il leone non dorme stanotte – con buona pace della Disney – ma è sveglio e ruggisce più che mai: al traguardo del dodicesimo album, i Danko Jones ormai non hanno nulla da dimostrare, complice anche una formula ampiamente consolidata all’insegna di un rock’n’roll moderno e sanguigno, che paga certamente pegno di originalità ma recupera con gli interessi in termini di onda energetica.
A fare la differenza tra un’uscita e l’altra sono le sfumature, e possiamo dire che “Leo Rising” procede a corrente alternata: il biglietto da visita, con l’iniziale “What You Need” è tra le tracce migliori del disco (come da tradizione), con quel giro chitarra-basso-batteria così noto eppure cui è impossibile resistere, ma anche “Everyday Is Saturday Night” ci proietta, come promette il titolo, in un party sfrenato a qualsiasi ora, manco fosse la fata Smemorina che trasforma la zucca in carrozza.
Bene anche “Diamond In The Rough” (anche se l’ospitata dell’ex Megadeth Marty Fredman si avverte il giusto senza particolari fuochi d’artificio), mentre ancor più rispetto al precedente “Electric Sound” abbiamo avvertito l’energia stradaiola dei Backyard Babies – il riff di “I Live It Louder” sembra uscito dal plettro di Dregen – e questo, vista la prolungata assenza della band svedese dalle scene, non può che essere un bene.
Qualche brano meno ispirato (“I’m Going Blind”), una dose di autocitazionismo più marcata del solito (“Hot Fox”) e alcuni passaggi più telefonati (lo spelling di “It’s Time For Celebration”) abbassano un po’ la media complessiva, ma come d’abitudine l’obiettivo del rocker canadese è verosimilmente quello di piazzare una manciata di anthem da aggiungere in scaletta, e da questo punto di vista l’obiettivo può dirsi anche stavolta perfettamente centrato con i singoli citati in precedenza, cui aggiungiamo di diritto la blueseggiante “Too Slick For Love” posta in chiusura.
Cartellino timbrato anche stavolta: ora li si aspetta sotto palco, da sempre l’habitat naturale dei leoni canadesi.
