DARIO MOLLO’S CROSSBONES – Rock The Cradle

Pubblicato il 23/12/2016 da
voto
7.0

A diciassette anni di distanza dalla pubblicazione dell’omonimo esordio, con una denominazione sociale leggermente modificata, Dario Mollo rilascia il sequel di un’opera tuttora ampiamente ispirata che, a suo tempo, avrebbe meritato un pizzico di fortuna commerciale in più. Affiancato dallo storico batterista Ezio Secomandi, il musicista ligure sceglie saggiamente di avvalersi della preziosa collaborazione del fidato polistrumentista Dario Patti. Costui ricopre un ruolo decisivo nel delineare poderosi ed eclettici riff di basso, sovente affrescati da un sontuoso tappeto di tastiere dal gusto fresco e contemporaneo. Considerata la notevole caratura tecnica palesata dal power trio, non ci stupiamo affatto se l’esperto frontman gallese Carl Sentance (Nazareth, Persian Risk, Krokus e mille altri) abbia accettato la sfida di mettere a disposizione la sua ugola squillante, al servizio di un disco eterogeneo e trasversale come “Rock The Cradle”. Occorre qualche ascolto in più del previsto per cogliere una buona parte delle sfumature di cui è composto e, seppur a lungo andare non tutti gli episodi appaiono memorabili alle nostre orecchie, ci sentiamo di premiare il coraggio mostrato dai protagonisti nel voler coniare una serie di composizioni tutt’altro che scontate. “Navigation” e “Rock The Cradle” vantano un groove spaccaossa caratterizzato da un taglio fresco e moderno, virtù che permette loro di decollare all’altezza dei rispettivi ed accattivanti chorus. Spicca altresì il tradizionale sound intinto nel profondo porpora di “Red”, solido midtempo ad ampio respiro, che prelude al terremotante uptempo “Take Me High”. Quest’ultimo fa il paio con l’irresistibile “Speed”, dalla quale emerge un pregevole assolo alle sei corde, cortesia di un Mollo in preda al Sacro Furore. “Gates Of Time” invece si presenta come una ballata dal potenziale notevole, ridimensionato in parte da una narrazione vocale eccessivamente zuccherosa. Le tortuose geometrie strumentali, dispiegate con indubbia competenza tecnica su “In My Blood” e “Running From The Shadow”, faticano a conquistare i nostri favori, per via di una marcata macchinosità espressiva. In certe occasioni, la semplicità è l’arma più efficace. Bentornati.

TRACKLIST

  1. Red
  2. Take Me High
  3. Navigation
  4. Rock The Cradle
  5. Gates of Time
  6. I Got This Feeling
  7. In My Blood
  8. Running From The Shadow
  9. Speed
  10. Fright
0 commenti
I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti dagli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.