DARK CIRCLES / ABSTRACTER – Split

Pubblicato il 04/05/2016 da
voto
7.0
  • Band: DARK CIRCLES
  • Durata: 00:32:18
  • Disponibile dal: 04/01/2016
  • Etichetta: Shove Records
  • Distributore:

Dark Circles e Abstracter, due delle realtà più promettenti del circuito underground nordamericano, si sfidano a duello in uno split dalle tinte rigorosamente cupe e nervose, dando seguito alle ottime prove rilasciate da entrambi negli ultimi anni. Partono i terroristi di Montreal, come sempre alle prese con un ibrido di crust, black e sottili reminiscenze ‘post’ che non lascia spazio a dubbi circa le loro intenzioni: gettare l’ascoltatore in un vortice di rovina e abbandono sullo sfondo di un paesaggio urbano decadente, chiamando in causa sia nomi storici (Tragedy, From Ashes Rise, ecc.) che gruppi loro coetanei come Tempest e Ancst, per un risultato finale in cui istintività e compostezza vanno più che volentieri a braccetto. I brani, a partire dall’opener “Ashen”, mordono e feriscono come da tradizione del genere, ma evitano attentamente di ‘buttarla in caciara’, sfoggiando una serie di riff, ritmiche e cambi di tempo che, nel loro incedere amaro e solenne, rimangono saldamente legati al concetto di forma canzone. Notevoli la resa e l’impatto complessivi, specie all’altezza dei cinque minuti di “Isolate”, episodio strutturato e in vago sentore di Buried Inside che si candida da subito a manifesto programmatico del quartetto. Più viscerale, ma non per questo meno interessante, il ‘lato’ dei californiani Abstracter, che per l’occasione sfoggiano una veste rinnovata (probabile conseguenza dell’ennesimo stravolgimento di line-up) e completamente assoggettata alle regole dell’odio e del nichilismo. Tra influssi extreme metal mai così marcati e una prova vocale a dir poco viscida e strisciante, “Barathrum” e “Where All Pain Converges” inghiottono ogni barlume di luce e speranza sul loro cammino, avanzando come caterpillar e mostrando ben pochi punti di contatto con il materiale dell’apprezzato “Wound Empire”. Più pesanti, malvagi e, forse, impersonali rispetto al passato, gli Abstracter 2016 centrano comunque l’obiettivo in virtù di un songwriting solido e competente, che a questo punto necessiterebbe soltanto di una ‘potata’ per colpire effettivamente nel segno. Dieci minuti di durata per pezzo, a fronte di strutture tanto spoglie e crude, suonano un po’ come una forzatura, e i Nostri dovrebbero tenerne conto in futuro. Non esitiamo a definirlo un grande split.

TRACKLIST

  1. Dark Circles - Ashen
  2. Dark Circles - Void
  3. Dark Circles - Isolate
  4. Dark Circles - Epilogue (Quietus) Op. 28 No.4
  5. Abstracter - Barathrum
  6. Abstracter - Where All Pain Converges
0 commenti
I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti dagli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.