6.5
- Band: DARK SANCTUARY
- Durata: 01:03:52
- Disponibile dal: 27/11/2006
- Etichetta:
- Wounded Love Records
- Distributore: Masterpiece
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E’ piuttosto arduo. Arduo, ma non impossibile. Appassionarsi alla musica dei Dark Sanctuary, intendiamo. Questa band francese, giunta ormai al sesto capitolo in studio, propone infatti un cupo dark atmosferico, totalmente esente da caratteri metallici, ma bensì influenzato da folk apocalittico, musica celtica, ambient, Dead Can Dance e l’avant norvegese tipico di band quali i The 3rd And The Mortal. Non aspettatevi quindi sonorità da osteria hobbit o da pub irlandese: pensate piuttosto, sempre restando in tema tolkieniano, al lento ed estatico incedere degli Elfi che abbandonano la Terra-Di-Mezzo, diretti verso il triste commiato dei Porti Grigi. Ecco, una volta entrati in quest’ottica riflessiva e superate le barriere dei primi, ostici ascolti, allora la musica dei Dark Sanctuary potrà divenirvi piacevole, passando da noiosa e monotona ad evocativa e commovente. Due violiniste, due chitarristi/tastieristi, un bassista/percussionista e la soave voce di Dame Pandora: ecco il combo transalpino in tutto il suo candore, capace di ammaliare cuori e far offuscare occhi con canzoni del calibro di “Vision Meurtrie”, “L’Inconnue” e “J’Ai Rêvé D’Une Vie”, condite anche da ipnotici tamburi da processione davvero azzeccati. Certo, restano due-tre note negative, rispondenti ai tediosi evolversi di “L’Autre Monde”, “Un Jour, Peut-être…” e “Au Cœur De L’ Oubli”, ma tutto sommato “Exaudi Vocem Meam Part II” si può giudicare un album riuscito e piacevole. Complimenti quindi ai Dark Sanctuary e anche alla nostrana Wounded Love Records (sublabel della Avantgarde), da anni supportante questo gruppo, nel genere fra i più convincenti. Per i pochi eletti che ne riescono ad apprezzare le visioni. Per chi sogna in segreto di salpare da Mithlond, una volta giunti al crepuscolo dei giorni…
