DARKE COMPLEX – Point Oblivion

Pubblicato il 09/04/2017 da
voto
7.0
  • Band: DARKE COMPLEX
  • Durata: 00:38:39
  • Disponibile dal: 21/10/2016
  • Etichetta: Spinefarm
  • Distributore: Universal Music Enterprises

Gli States sembrano stare vivendo un ennesimo rifiorire per quanto riguarda il nu metal: dalla presenza costante degli storici Korn e Linkin Park con album e tour (per citarne un paio) alla transizione di alcune band -core che hanno abbracciato recentemente questo tipo di sonorità per provare ad arricchire la propria proposta come gli ultimi Emmure, Issues o Islander, ma abbiamo anche tutto un gruppo di band che sta cercando di sfondare andando a riproporre lo stile metal più amato/odiato di sempre, e tra questi possiamo annoverare proprio i Darke Complex dal Texas, sotto contratto con l’influente Spinefarm. La compagine del ‘Lone Star State’ si rifà alla corrente più tosta del crossover a stelle e strisce, mescolando con freschezza la violenta sensualità degli American Head Charge, il gusto per la melodia degli Adema e il pesante alone industrial di band quali Static-X o Dope, confezionando un debutto davvero interessante a dispetto dell’ingombrante ed inevitabile senso di deja vù che ammanta questa loro opera prima. I texani hanno decisamente delle buone capacità di songwriting che gli consentono di creare pezzi molto cool, consistenti di semplici riff e linee vocali pompate e incalzanti, risultando in linea di massima sempre convincenti senza infastidire l’ascoltatore con una scialba operazione nostalgia, presentandosi oltretutto con un look abbastanza particolare da risultare riconoscibile, fatto di maschere a gas, tute acetate, occhiali specchiati e cappellini da baseball. Certo, abbiamo delle tracce che sembrano venire letteralmente dal 2001 (“Detox” e l’opener “Dead To Me”), ma onestamente la reputiamo più una qualità che un difetto, dato il buon risultato finale. Tra gli altri episodi che ci sentiamo di segnalare abbiamo il synth carico e il ritornello supercatchy di “One Of Us”, il singolo cadenzato e zanzaroso “Void” e il rap flow violento e irresistibile di “Nothing Within”, decisamente il pezzo più spaccaculi del lotto, senza paura di smentita. Un disco del genere avrebbe riscosso un diverso tipo di successo se avesse visto la luce dieci o quindici anni fa, ma anche adesso potrebbe dare soddisfazione a tutti quelli musicalmente cresciuti nella mitica decade degli anni nu, ed è questo il caso per chi vi scrive.

TRACKLIST

  1. Dead To Me
  2. Nothing Within
  3. One Of Us
  4. Abandoned
  5. Detox
  6. Marking Targets
  7. Void
  8. Memory Museum
  9. Wounds
  10. Cold Blooded
  11. Out Of Options
  12. Erase
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