DARKHER – Realms

Pubblicato il 06/09/2016 da
voto
8.0
  • Band: DARKHER
  • Durata: 00:45:31
  • Disponibile dal: 19/08/2016
  • Etichetta: Prophecy Productions
  • Distributore: Audioglobe

Nel vasto oceano delle uscite discografiche ci sono lavori che colpiscono al primo ascolto e ci riempiono di entusiasmo, altri che passano e scompaiono senza lasciare traccia e poi ci sono le perle più rare e preziose, piccoli gioielli che ci intrigano, mostrano da subito la loro classe, ma non si limitano a questo. Ad ogni ascolto aggiungono qualcosa, rendono evidente come la superficie nascondesse ricchezze ancora maggiori, che meritano di essere scoperte con la meraviglia dello studioso che analizza anche l’infinitamente piccolo. Ci è successa la stessa cosa con “Realms”, primo full-length dei Darkher, che segue la pubblicazione di un EP intitolato “The Kingdom Field”. Il progetto nasce dalla mente creativa della cantautrice e chitarrista Jayn H. Wissenberg, a cui si aggiungono Martin T. Wissenberg (basso e chitarra) e una vecchia conoscenza, Shaun Taylor-Steele, batterista che ricordiamo per la sua militanza negli Anathema e My Dying Bride. Questa formazione minimale ci regala nove tracce intense, apocalittiche, che risultano difficili da catalogare: nella musica dei Darkher trovano spazio il folk, il doom, il post rock, arrivando ad incorporare influenze dark e sludge, il tutto sapientemente condensato in uno stile che non sembra affatto dispersivo, ma vive certamente di chiaroscuri. Le chitarre acustiche si alternano a laceranti riff metallici, con la splendida voce di Jayn a fare da contraltare in meravigliosi contrasti tra la disperazione della musica e la delicata, quasi sussurrata performance della cantante. La musica dei Darkher vibra e con il suo incedere ipnotico mette in atto quel piccolo miracolo reso possibile proprio dal loro minimalismo: gli strumenti e la voce agiscono per una progressiva e lenta costruzione sonora. I brani, che pure non sono lunghissimi, si arricchiscono con il passare dei secondi, aggiungendo sempre qualcosa, in un inesorabile viaggio che ci eleva progressivamente fino ad un liberatorio zenit musicale. Da questo punto di vista sono perfette “Hollow Veil” che, posta in apertura, detta un po’ le coordinate su cui si muoverà l’album; la meravigliosa “Moths”, malinconica, decadente, eppure capace di cullare e consolare; oppure, forse più di tutte, la disperata “Buried, Pt. II”, dove la band riesce a far sentire il peso di una sola nota, che a un certo punto si aggiunge al riff portante. Ciò che sarebbe semplicemente impossibile in una proposta musicale barocca e arzigogolata, diventa invece un punto di forza in un paesaggio musicale spoglio di ogni orpello, dove ogni tassello aggiunto appare come illuminato da un fascio di luce, guidando forse inconsapevolmente l’ascoltatore. Infine vale la pena di citare l’ottimo contributo di Shaun Taylor-Steele, che con le sue percussioni caratterizza i brani più marziali come “War” e “Foregone”, aggiungendo un ulteriore elemento di varietà ad un lavoro che risulta sì magnetico e alienante, ma non per questo noioso o ripetitivo. Concludiamo così questo piccolo viaggio tra i solchi di “Realms” e ancora una volta, come già successo dopo i numerosi ascolti, rimane il desiderio di schiacciare ancora il tasto ‘play’ per immergersi nuovamente nelle atmosfere desolate del disco, con la speranza che molti altri viandanti possano scoprire e far crescere questa affascinante realtà musicale.

TRACKLIST

  1. Spirit Waker
  2. Hollow Veil
  3. Moths
  4. Wars
  5. The Dawn Brings A Saviour
  6. Buried Pt. I
  7. Buried Pt. II
  8. Foregone
  9. Lament
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