5.0
- Band: DARKNESS BY OATH
- Durata: 00:42:00
- Disponibile dal: 23/03/2012
- Etichetta:
- Cyclone Empire
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Ci ricordiamo di un album degli olandesi Callenish Circle uscito anni fa addirittura per Metal Blade: “Flesh Power Dominion”. Un lavoro pubblicato in pieno “boom” melodic death-thrash, che non aveva assolutamente nulla di personale a livello stilistico, se non forse qualche elemento doomeggiante. Quel disco ogni tanto lo ascoltiamo ancora oggi volentieri, perchè aveva un bel pregio: era conciso, ispirato e conteneva una bella manciata di riff accattivanti e di facile presa. Questo per dire che non è certo necessario essere originalissimi per confezionare un album gradevole, a maggior ragione in un genere come quello in questione, dove i vecchi classici di Dark Tranquillity o primi In Flames regnano ancora sovrani su qualsiasi cosa uscita dopo gli anni Novanta. Se quindi non accogliamo con il massimo dell’entusiasmo la nuova opera degli spagnoli Darkness By Oath è essenzialmente perchè il songwriting dei Nostri non riesce a smuoverci come vorremmo. A livello formale, non c’è niente che non vada nella proposta del quintetto; ciò che manca sono i riff e le melodie memorabili, quelle che hanno fatto la fortuna dei suddetti colossi svedesi, ma anche – in misura minore – di validi discepoli come appunto i Callenish Circle, i Detonation o i Fragments Of Unbecoming. La band basca chiaramente ce la mette tutta, e va anzi elogiata per gli sforzi qui profusi nel buon confezionamento del prodotto (produzione, artwork, ecc.), ma quando latita la sostanza, ovvero le buone canzoni, è difficile spendere troppe buone parole. Più si ascolta “Near Death Experience” e più si fa strada la sensazione – se non la certezza – di aver già sentito musica simile, realizzata in maniera migliore, altrove… e anche di recente. Prendiamo nota dell’indovinato finale acustico di “Viole(n)t Intentions” o delle riuscite tentazioni classic metal di “Last Emotion” (che suona molto Nightrage), ma gli spunti davvero positivi si esauriscono qui. Il resto suona nella norma: non è assolutamente scandaloso, ma nemmeno rilevante.
