DARKNESS – The Death Squad Chronicles

Pubblicato il 30/09/2025 da
voto
7.5
  • Band: DARKNESS
  • Durata: 00:52:30
  • Disponibile dal: 26/09/2025
  • Etichetta:
  • Massacre Records

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Rifornitevi di lattine di birra, quelle brutte, a buon mercato, e mettetevi all’ascolto, pronti a scatenare l’headbanging più grezzo e passionale. Non sempre le ri-registrazioni vengono viste di buon occhio, tuttavia in questo caso ne chiudiamo uno e festeggiamo a dovere una band che è sempre rimasta nei piani medio-bassi della considerazione generale.
Thrash metal tedesco, proveniente da Essen (località madre dei sempre più melodici/plasticosi Kreator): qui, quarant’anni fa presero vita i Darkness, il cui debutto “Death Squad”, datato 1987, non lasciava spazio all’immaginazione, incarnando la scuola teutonica in tutto il suo sano e rovente splendore. Brani come la dinamitarda title-track, la sinistra e violenta “Iron Force”, oltre alla ‘commuovente’ “Burial At Sea” avevano dimostrato che il quintetto dell’epoca, guidato dal batterista Lacky e dal chitarrista Klink, aveva tutte le carte in regola per salire sul famoso carro (armato, ovviamente) dei vincitori. Le sorti, come spesso accade, presero purtroppo una piega diversa e il gruppo si sciolse nel 1991, in concomitanza con il periodo più altalenante del thrash metal.

I Darkness sono tornati in azione una decina di anni fa, celebrando il ritorno con un album, “The Gasoline Solution”, e l’ingresso di un nuovo cantante, Oliver ‘Lee’ Weinberg. Ed è stato anche per questo motivo che oggi, a quarant’anni dal primo riff sguinzagliato, la band tedesca ha voluto omaggiare la prima parte di carriera, riproponendo alcuni pezzi estratti dai tre dischi che l’hanno caratterizzata.
“The Death Squad Chronicles” porta con sé la stessa energia, aggressività e attitudine di quegli anni, promossa da una produzione che ha avuto la capacità di avvalorare i tre elementi, senza invece snaturarli con una possibile e temibile artificiosità sonora. La produzione si rivela davvero la componente fondamentale per permettere alle tre tracce sopra menzionate di esplodere nuovamente in tutto il loro fragore (nel video di “Death Squad” compaiono tra gli altri lo stesso Mille Petrozza dei Kreator, Piotr ‘Peter’ Wiwczarek dei Vader e Ryan Waste dei Municipal Wate), a pezzi come “Battle to the Last”, “Predetermined Destiny” e “Defenders of Justice” (ripresi dall’omonimo disco) di mantenere la medesima pesantezza di allora, così come a “Soldiers”, presente in “Conclusion & Revival”, di riversare la stessa violenza scaricata a suo tempo.
Con loro, le nuove “Last Round Is On Us” – a testimoniare l’ottimo stato di forma di Klink e compagni – e “Proud Pariah”, oltre ad un paio di brani ripresi addirittura dai primissimi demo: la strumentale intro “The Gates” e la fulminea “Victims” dove la combinazione speed-thrash alla Deathrow prevale sopra ogni cosa. Chiude il lotto la versione inglese di “Terror für Terror”, di stampo palesemente kreatoriano, pubblicata nel 2010 all’interno dell’album “Terror 2.0” quando la band, nel periodo di pausa, prese il nome di Eure Erben.

Un binario metal lungo quattro decenni che si palesa anche nella copertina del nuovo “The Death Squad Chronicles”, la quale ha conservato la struttura artistica di “Death Squad”, aggiornando ovviamente la line-up con quella del 2025. Chiamatelo omaggio, celebrazione o semplice rivisitazione: il risultato è più che buono, sia per i fan di vecchia data, sia per coloro che si approcciano solo ora alla verve sudorifera dei Darkness.

TRACKLIST

  1. The Gates
  2. Terror for Terror
  3. Battle to the Last
  4. Death Squad
  5. Soldiers
  6. Burial at Sea
  7. Last Round Is on Us
  8. Victims
  9. Iron Force
  10. Defenders of Justice
  11. Predetermined Destiny
  12. Proud Pariah
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