DARKSIDE – Inferno

Pubblicato il 13/01/2014 da
voto
6.5
  • Band: DARKSIDE
  • Durata: 01:35:49
  • Disponibile dal: 20/12/2013
  • Etichetta: Noisehead Records
  • Distributore: Andromeda

I Darkside sono una band austriaca attiva sin dagli anni ’90 – loro si definiscono “la più longeva death metal band austriaca” – che, tra vari scioglimenti, cambi di line-up e vicissitudini varie, ritorna sulle scene con questo “Inferno” dopo alcuni anni di pausa, con una formazione quasi completamente rimodernata. In pratica, sono rimasti il vocalist e mastermind The Wolf e il bassista Alvarez, quest’ultimo ritornato nella band dopo esserne uscito una decina di anni fa. Tra i nuovi innesti nel gruppo si registra invece la presenza dietro alle pelli del nostrano Alessandro Vagnoni (Dark Lunacy, Infernal Poetry e altri), che qui troviamo sotto lo pseudonimo di Urmuz. Interessante, affascinante e anche abbastanza impegnativo il concept di “Inferno”, basato sulla storia di Madeleine de la Palud, un caso di esorcismo avvenuto nel 1600 in Francia. “Inferno” si dovrebbe presentare come un doppio CD (usiamo il condizionale in quanto dobbiamo supporre quanto sopra da quanto scritto dalla band sui suoi vari canali, dato che le tracce sono arrivate da recensire come blocco unico da venti canzoni, senza nessuna divisione di sorta), dalla durata complessiva di oltre un’ora e mezza! La proposta sonora dei Nostri ha le radici affondate nel death metal, ma crediamo che sia fuorviante descrivere “Inferno” come un album death metal “tout court”. Si sentono sì qua e là riff alla Morbid Angel (era “Domination”) e atmosfere teatrali e grandiose alla Nile, ma le composizioni sono anche ricche di riff melodici che per certi versi ci portano alla mente certi Hypocrisy; infine, il tutto è permeato da atmosfere tetre e misteriose alla Moonspell; non mancano poi intermezzi orchestrali a donare quel tocco aggiuntivo di antico e mistico. Nel complesso, il disco non suona affatto male, l’esperienza e l’accuratezza della band è evidente in fase di songwriting, tuttavia si tratta di un album molto ostico da affrontare nella sua interezza e, complice anche una certa ripetitività nelle soluzioni proposte, tra vari intermezzi (ben cinque), introduzioni, ecc, perdere come si suol dire il filo del discorso (e dunque anche ricorrere al tanto odiato tasto “skip”) è molto facile. Un album che ci sentiamo di consigliare agli ascoltatori più aperti di mente e amanti di sonorità oscure e misteriose ma, soprattutto, agli ascoltatori armati di una certa dose di pazienza.

TRACKLIST

  1. Slaves Of God
  2. Black Halls Of Infancy
  3. Baptized In Fire
  4. Madeleine
  5. Ghosts In The Convent
  6. Inferno
  7. Father
  8. Hosts of Depravity
  9. Sacrificial Blessings
  10. The Blood Of Golgatha
  11. Intrusion
  12. Crowned In Torture
  13. Ardent Justice
  14. Aix 666
  15. Demonic Fornication
  16. Malleus Maleficarum
  17. The Burning II
  18. Where No Life Dwells
  19. Intermezzo 5
  20. Calm Before The Storm (bonus track)
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