DARKWATER – Calling Earth To Witness

Pubblicato il 27/11/2007 da
voto
7.5
  • Band: DARKWATER
  • Durata: 01:04:27
  • Disponibile dal: 24/08/2007
  • Etichetta: AOR Heaven
  • Distributore: Frontiers

Che esordio! Anche dopo un primo sommario ascolto non ci si può esimere da tale esclamazione… quando poi il numero degli ascolti aumenta, quella che era una semplice esclamazione diventa una certezza: questo “Calling The Earth To Witness” è senza ombra di dubbio uno dei migliori album d’esordio degli ultimi dieci anni in ambito prog-metal! Come spesso accade, quando una band di questo genere approda al mercato discografico si sprecano i paragoni e si cerca sempre il raffronto con colleghi più illustri quali Dream Theater, Symphony X, Shadow Gallery e via discorrendo, ma dobbiamo dire che questi ragazzi scandinavi reggono il confronto. Nati nel 2003, questo combo svedese è fautore di un progressive metal molto articolato e caratterizzato da una tecnica esecutiva sopraffina, il tutto condito da notevoli cambi di ritmo al servizio di un sound melodico che permette all’ascoltatore di non stancarsi all’ascolto: infatti, cosa da non sottovalutare, quasi tutte le song sono comprese tra gli otto e i dodici minuti di durata, ma nonostante questo l’album scorre via veloce e piacevole. Emblematica in tal senso è “Habit”: tredici minuti farciti di numerosi intrecci musicali molto orecchiabili, cambi di ritmo, lunghe parti strumentali che alternano atmosfere pacate e riff veloci e potenti, di grande tecnicismo musicale. Dopo una breve intro strumentale si parte con “All Eyes On Me”, buon pezzo che però fa calare leggermente l’interesse nella parte centrale, in cui emerge lo straordinario talento del tastierista Magnus Holmberg a cui segue la splendida “Again”, probabilmente il miglior pezzo della release e che a differenza della precedente song inchioda l’ascoltatore per tutti i nove minuti di durata. Nella song “The Play”, suddivisa in due parti, emerge tutta la loro bravura nel campo del melodic metal mentre con “In My Dreams”, a cui è affidata la chiusura dell’album, emergono tutte le influenze derivanti dai Symphony X. Non c’è che dire, un ottimo album eseguito da un’ottima band: produzione precisa, doti tecniche da vendere, abilità compositiva; cercando il classico pelo nell’uovo forse i nostri a volte tendono un po’ a strafare, cercando ad ogni costo il colpo ad effetto, ma sinceramente se i risultati sono questi ben vengano. Chiusura per segnalare le doti canore del singer Henrik Bath e la notevole tecnica del chitarrista Sigfriddson, capace di creare trame melodiche ineccepibili che, intrecciate con il bravo tastierista Holmberg formano il marchio di fabbrica della band. Continuando di questo passo i Darkwater potranno ricoprire senza alcun problema un posto di primo piano nel panorama prog-metal mondiale.

TRACKLIST

  1. 2534167 (Intro)
  2. All Eyes On Me
  3. Again
  4. Habit
  5. The Play (part I)
  6. The Play (part II)
  7. Shattered
  8. Tallest Tree
  9. In My Dreams
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