4.5
- Band: DAS SCHEIT
- Durata: 00:46:52
- Disponibile dal: 12/07/2005
- Etichetta:
- Black Lotus Records
- Distributore: Audioglobe
Facile indentificare questi tedeschi pittati e la loro proposta, dopopochi secondi li si può bollare come la solita inutile proposta shockrock goth, inutile come l’eyeliner sulle faccie raggrinzite di questidarkabbusi forzati. Sinth, effettacci, voci filtrate e pacchianitànella via più inutile, banale e noiosa che possa essere (ri)percorsa,seguendo ovviamente il manualetto del buon goth rocker. Riferimento piùvicino (e smorto) sono i Paradise Lost di era “depechemode-iana” conchitarre con il classico suono gothic e la voce pulita, lievementesporcata, richiamante il Nick Holmes di “Icon” o “Draconian Times”:sfortunatamente ai tedeschi non riesce nemmeno lontanamente diraggiungere il pathos o l’ispirazione dei loro modelli. La ricetta diindustrial metal melodico è accattivante come un pranzo in mensa, lafame passa immediatamente e la nausea si presenta poco dopo. Se i primipezzi possono anche strappare la sufficienza, oltrepassata la metà,anche se sarà difficile arrivarci, il gruppo dà sfoggio della sua piùopaca inutilità, con composizioni piatte, involute, mutilate, anonime,che si trascinano zoppicando fino al ritornello insipido. Megliotralasciare le argomentazioni nelle lyrics, che con la loro durezzamisogina non colpiscono nemmeno un tredicenne (“Catpiss” è ilmanifesto). Ci si augura che questi musicisti amanuensi si dedichino adaltro per campare, sicuramente non basta saltare nel mucchio e sperarein vendite fortuite grazie alla rotation o all’estetica pseudogothic,inutile anche continuare lo spreco di parole per una uscita tantopalesemente mediocre che chiunque, con un minimo di gusto musicale,lascerà sugli scaffali.
