DAVE MARTONE – When The Aliens Come

Pubblicato il 12/04/2007 da
voto
7.0
  • Band: DAVE MARTONE
  • Durata: 01:15:26
  • Disponibile dal: 23/02/2007
  • Etichetta:
  • Lion Music
  • Distributore: Frontiers

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“When The Aliens Come”: quando gli alieni vengono sono – come direbbe Lino Banfi – volatili per diabetici (‘cazzi amari’ per i profani). E Dave Martone può davvero considerarsi alieno, specialmente dopo aver dato un ascolto al suo nuovo, impressionante album. Ma andiamo con ordine: era il 2002 quando la Lion Music buttò sul mercato un lavoro ad una prima analisi misterioso, di tale sconosciuto Dave Martone, presentato da una copertina oscura che lasciava erroneamente pensare ad un lavoro di black death metal. Il sottoscritto, consigliato dal fido gestore del negozio di fiducia, si è precipitato all’ascolto di “A Demon’s Dream”, e nuovi mondi musicali si sono aperti dinnanzi a noi, sotto forma di dodici pezzi strumentali uno più bello dell’altro, poiché accanto alla vena da tipico guitar hero il chitarrista italo-canadese ha una naturale propensione per la sperimentazione, che lo porta a spaziare agevolmente tra un numero infinito di generi. Ora che quel CD è stato letteralmente devastato dal lettore, era il momento di ascoltare qualcosa di nuovo, sotto forma del neonato “When The Aliens Come”. L’apertura di percussioni stile world-music fa pensare a tutto, ma di certo non alla scarica heavy-modern che di lì a poco ci colpirà in pieno volto, obbligando il nostro cervellino ad esaltarsi come un bambino. Impressionanti sono le digressioni strumentali di Martone nella successiva “Flatulation Farm”, dal funky al country passando per la fusion, così come non si può fare a meno di pensare alle sperimentazioni di Steve Vai in pezzi come “The Four Horsemen” (nessuna citazione di pezzi dei Metallica) o “Fumbl Fingers”, o come la sperimentale “Mike Crow’s Mailbox of Doom!”, quasi una out-take da “Flex-Able Leftovers” del già citato Vai. E’ vero, sembrano le solite parole a descrizione dell’ennesimo pallosissimo lavoro chitarristico. Ma in realtà ciò che differenzia “When The Aliens Come” dalla maggior parte dei lavori strumentali è proprio l’attitudine di Martone: si sente che ciò che preme all’artista non è sfoggiare sterile tecnica, ma divertirsi a creare canzoni dei più svariati stili, e sembra che talvolta sia lui stesso a rimanere stupito dalle sue creazioni, che evidentemente prendono vita lentamente e quasi autonomamente durante il processo compositivo. Ascoltate “Techno Bee’z”, la riproposizione del celeberrimo “Volo Del Calabrone”, e capirete che qui la sperimentazione è di casa. Un disco variegato, forse un po’ troppo prolisso in alcuni passaggi, che non mancherà di andare dritto nella top ten di molti guitar maniac, e di contro nella lista nera dei tanti nemici dello shredding. A tal ragione ci sentiamo di bilanciare la votazione con un sette di compromesso.

TRACKLIST

  1. Starz Scarz
  2. Flatulation Farm
  3. The Four Horsemen
  4. Really Now!
  5. Mike Crow's Mailbox of Doom!
  6. Fumbl Fingers
  7. Pung Yao
  8. Angel
  9. O My God I'm Swelling!
  10. Double FF's
  11. Maneemanaw
  12. Techno Bee'z
  13. When The Aliens Come
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