DAWN ON SEDNA – Our Sky Has Changed

Pubblicato il 26/12/2016 da
voto
7.5
  • Band: DAWN ON SEDNA
  • Durata: 43:20
  • Disponibile dal: 06/06/2016
  • Etichetta:
  • Behold The Ruins Records

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“Before it circles the earth / three times, we prepare / our caribou pelts / and we take the path southwards”. Un percorso, un viaggio, una fuga, forse. Da un mondo che è definitivamente cambiato. Un’odissea à la Corman McCarthy in chiave post-metal, un inquieto traghettarsi verso altri lidi e paesi. Il primo tassello discografico dei Dawn On Sedna è già qualcosa di assolutamente identificativo per il sestetto di Lucca, nonostante il post-metal chiaroscurale venato di post-rock portato avanti dalla band non sarà certamente nulla di nuovo per le orecchie dei più avvezzi alle sonorità in questione: molto vicino ai Cult Of Luna più primordiali, a taluni Amenra, a certi ultimi Sumac. L’ossatura principale è infatti uno sludge dilatato e arioso, tinto di malinconiche divagazioni e struggenti partiture catartiche, ben oliato all’interno di un percorso di fruizione sicuramente appagante e non eccessivamente sfinente, nonostante il carico di contenuto presentato.  Amore e desolazione, tra le immagini di cenere e distruzione postapocalittica, permangono nelle note di “Adlivum Rituals” e “Five Degrees On The Sky Line”, tra i migliori risultati del disco, in una discesa decadente e tinta di caratteri maudit. Gli arpeggi ispirati e colmi di riverbero e delay (quelli sghembi di brani come “Descending Path”) della coppia Taccola/Montroni, come da migliore tradizione Cult Of Luna, portano ad oscillare il capo seguendo le intriganti melodie spleenetiche prima delle sferzate ruvide che rendono la pesantezza e la sofferenza di un vivere ai margini di un cielo che si disfa, tradotta nei lamenti sporchi di Voicu. Alcune atmosfere ricordano molto il bellissimo “Sistere” degli Izah, per citare un altro lavoro vicino nel tempo, offrendosi quasi come una controparte altrettanto degna di menzione in suolo italico, con un prodotto assolutamente competitivo per contenuto e forma (piacevolmente infatti il lavoro di mix e master finali riescono a offrire una giusta pesantezza e ruvidità al risultato finale). La vicinanza con la luce primordiale acceca con la sua alba il suo pianeta più vicino. Una metafora, forse. Una premonizione. “Something has changed / dawn will never be the same again”.

TRACKLIST

  1. Our Sky Has Changed
  2. Amniotic Sea
  3. The Rest
  4. Adlivun Ruins
  5. Descending Path
  6. Five Degrees On The Sky Line
  7. Flat Circle Time
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