DAWN RAY’D – The Unlawful Assembly

Pubblicato il 17/10/2017 da
voto
7.5
  • Band: DAWN RAY'D
  • Durata: 00:43:49
  • Disponibile dal: 02/10/2017
  • Etichetta: Prosthetic Records
  • Distributore: Audioglobe

Primo full-length per i britannici Dawn Ray’d, realtà che a livello concettuale e attitudinale affonda le proprie radici nel circuito anarcho/crust, ma che musicalmente offre un black metal dai toni malinconici che spesso sembra evocare le atmosfere brumose del nord dell’Inghilterra. Dovessimo trovare un aggettivo esatto per descrivere questo disco, potremmo in effetti usare il termine ‘elegiaco’. Si respira un’aria mesta e toccante nei solchi di “The Unlawful Assembly”, che ci riporta tanto a certi epici classici anni Novanta, tanto quanto alla più recente corrente cascadian, con languide nenie dal gusto lo-fi e spartano; un approccio sobrio ed equilibrato che, grazie proprio a degli arrangiamenti tutto sommato semplici, riesce spesso ad arrivare dritto al cuore. Una sensibilità genuina e una indubbia eleganza formale, per un sound che quasi sempre è in grado di fare breccia nel profondo, senza limitarsi alla superficie; ecco cosa rende “The Unlawful Assembly” una prova affascinante. La partenza serrata di “Fire Sermon”, fatta di blastbeat in evidenza, morbidi tocchi di violino e uno screaming misurato eppure severissimo, è un notevole biglietto da visita e da lì la strada è tutta in discesa per il terzetto di Liverpool. Le carezze di “The Abyssal Plane”, tra brezze folk e un riffing di chitarra in stato di grazia, sono una delle vette della tracklist, ma è quando l’album si ammanta anche di motivi maggiormente introspettivi, rallentando e trasportandoci lungo un percorso sonoro più frastagliato, che la pregevole alchimia dei Dawn Ray’d emerge in tutto il suo splendore. In questo senso, un episodio come “Island Of Cannibal Horses” sa di vera perla del disco. Meno convincente, invece, la conclusiva “A Thought, Ablaze”, nella quale il frontman/violinista Simon Barr mette più che mai in risalto le clean vocals in una cantilena su un tema molto soffuso, con risultati in vero un po’ acerbi. Senza dubbio la band impressiona più favorevolmente quando riesce a trovare un punto di incontro fra la sua anima intransigente e quella romantica, trasformando ogni brano in una cavalcata colma di passione, in cui il gusto melodico ha modo di brillare di una luce propria e personale, nonostante i succitati rimandi ad altre correnti. Al di là di qualche difetto, “The Unlawful Assembly” si dimostra comunque un disco davvero concreto, che coinvolge e affascina all’interno di una durata appropriata e funzionale. Da qui potrebbe partire una carriera di tutto rispetto.

TRACKLIST

  1. Fire Sermon
  2. The Abyssal Plain
  3. Future Perfect Conditional
  4. Emptiness Beneath The Great Emptiness
  5. A Litany To Cowards
  6. The Ceaseless Arbitrary Choice
  7. Held In A Lunar Synthesis
  8. Strike Again The Hammer Sings!
  9. Island Of Cannibal Horses
  10. A Thought, Ablaze
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