6.0
- Band: DAYS OF COLLAPSE
- Durata: 00:26:15
- Disponibile dal: 25/09/2015
- Etichetta:
- Imminence Records
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I vicentini Days Of Collapse, dopo aver dato alle stampe nel 2011 ad un primo EP, giungono con una formazione ampiamente rimaneggiata al debutto discografico a settembre del 2015. Musicalmente e stilisticamente la musica dei Nostri è catalogabile in quel filone di math core schizofrenico e nervoso, ricalcando l’operato dei gruppi storici ed arcinoti del genere – stiamo parlando ovviamente di Dillinger Escape Plan, The Chariot, Converge, e magari anche Every Time I Die. In un genere come questo vero è che essere originali è particolarmente difficile, questo va riconosciuto, anche come attenuante, dunque una band deve per forza di cose puntare tutto sullo scrivere pezzi che siano il più possibile vincenti: estremi sì ma non troppo cacofonici e introversi perché il rischio di scadere nel rumore anonimo è appena dietro l’angolo. In questo dobbiamo dire che questi ragazzi hanno saputo fare un lavoro abbastanza intelligente, traendo spunto appunto dalle band menzionate, componendo un lotto di brani fruibili e frizzanti nel loro genere. Le ritmiche sincopate e il riffing isterico conoscono davvero pochi momenti di quiete, e infatti le canzoni hanno tutte una durata abbastanza breve, così come il platter tutto. Ciò di cui abbiamo sentito la mancanza, però, è la presenza di una o due canzoni in grado di emergere e fare la differenza. La produzione è discreta: secca, asciutta e giustamente fredda, ma allo stesso tempo i suoni sono definiti e si riesce quasi sempre a capire cosa sta succedendo, anche nei momenti più caotici e furiosi. Manca sostanzialmente un vero tratto distintivo, qualcosa che metta in risalto la loro personalità in quanto, oggi come oggi, ascoltando “We Got This Far” probabilmente i Days Of Collapse non sarebbero proprio il primo gruppo che ci verrebbe in mente. Tuttavia, se siete amanti del genere, avete trovato una band da seguire.
