DE PROFUNDIS – A Bleak Reflection

Pubblicato il 19/01/2010 da
voto
7.5
  • Band: DE PROFUNDIS
  • Durata: 01:09:03
  • Disponibile dal: 01/02/2010
  • Etichetta: Kolony Records
  • Distributore: Masterpiece

Formatisi nel 2005, i britannici De Profundis non hanno certo perso tempo a farsi conoscere fuori dai propri confini nazionali, complici commenti favorevoli al loro primo lavoro e l’aver fatto da spalla agli Iron Maiden durante la loro tappa indiana del Somewhere Back In Time World Tour. Dopo aver dato alle stampe l’autoprodotto “Beyond Redemption” e aver assestato la formazione, gli inglesi arrivano alla loro seconda pubblicazione con il qui presente “A Bleak Reflection”, un album ambizioso e naturale prosecuzione del primo parto ormai datato 2007. Risulta quasi impossibile catalogare con una semplice etichetta l’operato del five piece inglese: il suono dei De Profundis suona come un’estremizzazione del doom della triade inglese dei primi anni novanta (MDB, Anathema, Paradise Lost) iniettato da una marcata vena progressiva che dà vita a composizioni intricate e, a primo ascolto, di difficile assimilazione. “A Bleak Reflection” è un album oscuro ed affascinante che nella sua ora e dieci di durata mette in evidenza le abilità tecniche e compositive del quintetto londinese: tracce lunghe e variegate dove l’unico punto fisso è la costante malinconia e negatività che aleggia costantemente nei tempi lenti e trascinati delle composizioni che solo in qualche occasione sfociano in qualche parte più aggressiva ed estrema. Fortunatamente, dopo un periodo di assimilazione, le tracce sanno conquistare anche grazie alla quantità di stacchi e soprattutto della grande cura riposta negli arrangiamenti che rendono fluido il progredire delle composizioni anche se è da mettere in conto una buona dose di pazienza e buona volontà nella digestione di una tale quantità di materiale. Le linee di basso di Arran McSporran risultano senza alcun dubbio un elemento distintivo e di notevole fascino del suono dei londinesi, tanto che spesso e volentieri si rimane rapiti dalle evoluzioni del giovane bassista e ci si dimentica letteralmente degli altri strumenti. Buona la varietà del cantato di Craig Land, convincente sia nel suo growl cavernoso che nelle parti in scream più vicine al black metal. Pochi i punti deboli delle composizioni, riscontrabili principalmente in qualche parte più estrema poco ispirata o nella parte iniziale della strumentale “Longing”, che con i suoi elementi jazz poco ha a che vedere con le tristi melodie di cui è pregno il lavoro. Una produzione equilibrata e perfettamente allineata ai contenuti ad opera di Fernando Pereira Lopes (Misanthrope, Orakle) completa nel migliore dei modi questo rilascio. “A Bleak Reflection” non è chiaramente un lavoro per tutti: l’immediatezza non gioca a favore del combo ma la qualità del materiale incluso e la ricerca di un suono personale e distinguibile sono elementi che fanno pendere l’ago della bilancia verso la formazione che ha dato vita a qualcosa di godibile e sicuramente longevo. Come avrete potuto constatare dal voto noi ci sentiamo di promuoverli ma, come capita spesso in questi casi, nulla come l’ascolto dei samples presenti sul sito del gruppo potrà aiutarvi a decidere a favore di questo rilascio.

TRACKLIST

  1. The Ephemeral Burden
  2. Ablaze in Autumn's Fire
  3. Nocturnal Splendour
  4. Cease to Be
  5. Crimson Black Bleeding
  6. Cold Is The Grave
  7. Longing
  8. The Mourner
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