8.0
- Band: DE PROFVNDIS CLAMAVI
- Durata: 00:25:51
- Disponibile dal: 01/10/2002
Il 2002 è stato un anno davvero incredibile per la scena estrema italiana, un anno che ha sancito definitivamente la qualità delle nostre band all’interno del panorama europeo. Un’altra conferma sono questi De Profvndis Clamavi, band emergente proveniente da Bologna, dediti ad un symphonic black metal dagli spunti interessanti. L’originalità non è il loro piatto forte, ma in un ambiente conservatore come il black metal questo può diventare un punto a favore della band. Mancanza di originalità non significa per un gruppo essere il clone di qualcun altro, anzi i DPC sfornano un mini cd suonato come richiede il copione. Un copione sinfonico, intessuto di melodia, ma contenente quell’alone misterico, esoterico, occulto di cui la band si adombra. Sotto questo ultimo aspetto i DPC ripercorrono quella tradizione tipicamente italiana che vuole il binomio metal estremo & tematiche sull’occulto: inutile star qui a ripercorrere più di vent’anni di arcani capitoli della scena nostrana, più interessante è notare come questo filone continui a caratterizzare e ossigenare il nostro sottosuolo da così lontana memoria. L’opener è un oscuro capitolo puntato però verso lidi lontani, cosmici seppur malsani; tornano alla mente i Limbonic Art degli esordi nei momenti più sinfonici, ma anche la fredda brutalità dei primi Keep Of Kalessin. Buoni gli intrecci di chitarra, un po’ più minimali e vagamente ripetitivi i fraseggi di tastiera che, per altro verso, donano un lugubre e ossessivo ritmo allo svolgersi dei componimenti. Mistico l’inizio di “Bleeding Nightsky”, in piena tradizione nordica, quella ispirata. Non mancano le parti narrate in italiano e in latino per dare solennità all’opera macabra che va in scena, sino al lugubre finale, ultimo capitolo delle arti del morire che attanagliano tutte le note di questo mini cd. Riecheggia l’invocazione maligna dei primi Limbo nella traccia finale “Running Down An Abyss I Realised I Had No Wings” accompagnata ad arte da un sinistro e geniale pianoforte. Esoterico richiamo, questo spettacolo dell’occulto…
