6.0
- Band: DEAD BEYOND BURIED
- Durata: 00:40:51
- Disponibile dal: 05/04/2010
- Etichetta:
- Siege Of Amida Records
- Distributore: Audioglobe
Nel Regno Unito negli ultimi anni si è dato un discreto spazio ai Dead Beyond Buried, concedendo loro l’onere e l’onore di partecipare a manifestazioni importanti e di aprire le date degli Obituary. Ora il loro secondo album giunge fino a noi grazie alla sempre attenta Siege Of Amida. “Inheritors Of Hell” è stato registrato e prodotto dalla stessa band, che si è avvalsa dell’aiuto del solo Tim Turan (già al lavoro con Cannibal Corpse e Behemoth) per il mastering. Il contenuto dell’album è puro e semplice death metal a stelle e strisce, che trae la propria linfa vitale da capisaldi novantiani quali Malevolent Creation, Suffocation e, in misura molto minore, Morbid Angel; in alcuni episodi si avverte anche l’influsso del blackened death metal tipico dei Behemoth più ibridi di metà carriera, ma in sostanza il lavoro si può tranquillamente catalogare sotto la voce classic death. In verità, dopo averne sentito decantare le lodi ci aspettavamo qualche cosa di più da questo secondo full length, invece ci troviamo davanti al classico lavoro ben composto ed eseguito, dal tasso tecnico elevato ma non prevaricante verso il resto e da una brutalità che però difficilmente sfocia in cattiveria devastante. Ritmicamente più vari dei Malevolent Creation, ma solisticamente molto più prevedibili dei Suffocation, i Dead Beyond Buried giocano le loro carte migliori proprio sul finale di album, quando alle composizioni viene addizionata quella componente black che rende più vario e meno monotono l’ascolto. Perché alla fine di questo si tratta: i ragazzi conoscono bene la materia (sono attivi da una quindicina di anni) ma la scrittura è ancora troppo derivativa ed acerba per poter realmente fare colpo sugli ascoltatori più scafati. In definitiva possiamo dire che “Inheritors Of Hell” può garantire qualche ascolto piacevole ai death metaller più canonici ma non va oltre una risicata sufficienza.
