DEAD ELEPHANT – Thanatology

Pubblicato il 26/07/2011 da
voto
7.5
  • Band: DEAD ELEPHANT
  • Durata: 00:42:42
  • Disponibile dal: 25/07/2011
  • Etichetta:
  • Riot Season
  • Distributore: Cargo

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Fa sempre un gran piacere vedere e sentire una band italiana che senza paura di mettersi in discussione si reinventa completamente, senza seguire più alcuna regola e senza perdere un briciolo della propria integrità e potenza distruttiva. I cuneesi Dead Elephant ci avevano lasciati con quel “Lowest Shared Descent” del 2008 che li aveva lanciati alla ribalta della migliore scena noise rock italiana mostrandoci una band che sembrava aver ormai trovato la propria dimensione musicale fin da subito, indulgendo abbondantemente nel verbo del noise e dell’ hardcore da macelleria di scuola Amphetamine Reptile e Touch And Go. Con otto tracce della durata media abbastanza bassa, tempi sostenutissimi, feedback incontrollabile, distorsione lacerante e voci latranti, i Dead Elephant ci avevano mostrato uno spaccato estremamente convincente della loro visone musicale, apparentemente ben delineata, che nulla faceva presagire di ciò che realmente si annida nell’anima di questi tre bucanieri dell’underground italiano. Questo nuovo capitolo non è solo un lavoro spiazzante per quanto riguarda il cambio stilistico repentino e inspiegabile messo in essere dai Nostri, ma anche per la profondità e la distanza straziante che sono riusciti a coprire tramite questa incomprensibile e personalissima esplorazione sonica. “Thanatology” vede i Dead Elephant prendere il loro sound e il loro bagaglio musicale e distruggerlo dall’interno tramutando ogni tratto stilistico nella deformazione concettuale di se stesso. Come fecero i Neurosis col punk, i nostri sembrano essere “impazziti” e aver voluto distruggere il noise rock che li ha allevati per “personificarlo”, per toglierlo al mondo delle etichette e delle facili categorizzazioni e farlo loro, irriconoscibile, schiavizzato, stuprato in ogni sua essenza e riglorificato in qualcos’altro dentro se stessi. Stavolta ai Dead Elephant per fare un album è bastata la metà delle canzoni, ma tutte si dispiegano su una landa desolata e sconfinata in cui del noise rock è rimasto solo il “rumore”, appunto. La sua pulsazione primordiale. Tutto il resto è un grottesco e raccappricciante stagliarsi di ombre lunghissime che si nutrono a fauci spalancate della no-wave e del post-punk sanguinari degli Swans (“Bardo Thodol”), della cacofonia oltretombale degli Yob e dei Nightstick (“On The Stem”), delle glaciazioni sabbathiane dei Neurosis e dei Godflesh (“A Teardrop On Your Greave / Downfall Of Xibalba”), e del terrore metropolitano dei Today Is The Day e dei Converge (“Destrudo”). Il Bel Paese è improvvisamente divenuto una raccappricciante, desertica e piacevolissima landa post-atomica.

TRACKLIST

  1. Bardo Thodol
  2. On The Stem
  3. Destrudo
  4. A Teardrop On Your Grave / Downfall Of Xibalba
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