DEAD LORD – In Ignorance We Trust

Pubblicato il 18/09/2017 da
voto
6.5
  • Band: DEAD LORD
  • Durata: 00:40:58
  • Disponibile dal: 25/08/2017
  • Etichetta: Century Media Records
  • Distributore: Sony

Ad un paio d’anni di distanza dalla pubblicazione del valido “Heads Held High”, i Dead Lord rilasciano un nuovo capitolo caratterizzato, in estrema sintesi, da un approccio compositivo sperimentale, lodevole nelle intenzioni ma alquanto controverso nel risultato finale. I quattro protagonisti hanno deciso di allargare i propri orizzonti compositivi, distaccandosi in parte dal funambolico stile ereditato dai Thin Lizzy e dalla branchia più ‘rockettara’ della NWOBHM, per esplorare con ammirevole coraggio un orizzonte sonoro più cupo e malinconico. Inciso in soli dieci giorni nei Cuervo Recording Service di Madrid, in compagnia del produttore Ola Ersfjord (Morbus Chron, Honeymoon Disease, Tribulation), “In Ignorance We Trust” è un disco che amplifica la nota vena dissacratoria del carismatico leader Hakim Krim, il quale non risparmia feroci critiche nei confronti della recente svolta politica avvenuta negli Stati Uniti. L’aggressiva “Ignorance” si presenta come un sincero manifesto poetico, mediante il quale i Nostri sfogano con ardore un quantitativo industriale di rabbia, opportunamente musicato da un costrutto sonoro ai limiti del metal tout court. Il collettivo iperboreo dimostra di essere sempre capace di scrivere brani mordaci e più che dignitosi (“Too Late”, “Kill Them All”, “Reruns” e “Darker Times”), autorevolmente contraddistinti da ritornelli in grado di imprimersi velocemente nella nostra memoria. Al contrario, l’inaudita marcia empirica innescata dagli autori stessi appare sovente sfocata e velleitaria, generando una serie di giustificati dubbi sull’effettiva capacità di eccellere. L’introspettiva ballata “Leave Me Be” è incapace di lasciare il segno evolvendosi in una narrazione tediosa e monocorde, così come una controproducente staticità di idee tarpa le ali ad un episodio potenzialmente interessante come “The Glitch”, eccessivamente devoto al songbook di Phil Lynott. La contraddittoria “Part Of Me” cerca invano di coniugare in due atti l’acido country rock di Neil Young (!) con la ruspante aggressività ereditata dall’hard rock britannico. Nostro malgrado rimaniamo dunque dispersi in un fitto labirinto di idee, purtroppo non sempre concretizzate ad hoc da una squadra apparentemente confusa su quale strada intraprendere con la dovuta decisione.

TRACKLIST

  1. Ignorance
  2. Too Late
  3. Reruns
  4. Leave Me Be
  5. The Glitch
  6. Kill Them All
  7. Never Die
  8. Part Of Me
  9. They!
  10. Darker Times
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