DEAD LORD – Surrender

Pubblicato il 29/08/2020 da
voto
7.5
  • Band: DEAD LORD
  • Durata: 00:41:14
  • Disponibile dal: 04/09/2020
  • Etichetta:
  • Century Media Records
  • Distributore: Sony

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Prima il logo (e ci può stare visto che si trattava dell’album di debutto), quindi un teschio tra le mani, poi una mela infuocata ed ora un mezzo busto con tanto di giacca e cravatta dal cui collo s’innalza una soffocante nube verde. Cover insolite, quantomeno bizzarre e intriganti per una band, i Dead Lord, che con il qui presente “Surrender” raggiunge quota quattro alla voce album pubblicati. E come già avvenuto nei precedenti lavori, quanto rappresentato in copertina si rivela a dir poco spiazzante rispetto al contenuto sonoro sciorinato dal quartetto svedese: i quaranta minuti del nuovo full-length, infatti, riprendendo lo spirito più fresco di “Heads Held High” (secondo disco pubblicato nel 2015), ci trasportano in una dimensione più che settantiana dove l’hard rock alla Thin Lizzy, da sempre punto di riferimento della band scandinava, la fa da padrone, non dimenticandosi di offrire spunti NWOBHM sempre ben coordinati. Caratteristica mostrata in passato e confermata in “Surrender” è la capacità dei Dead Lord di rendere frizzante e moderno un genere a rischio implosione; una sventagliata non tanto d’innovazione quanto di rivisitazione, messa a segno con un salto temporale lungo quarant’anni. Ma non solo: una delle armi vincenti della band di Stoccolma è quella di saper coniugare spensieratezza (musicale), malinconia (vocale) ed impegno (songwriting) in un mix che porta la mente dell’ascoltatore a staccare la spina dalla realtà circostante, gettandosi nei pensieri più intimi e personali.
Un aiuto in tal senso arriva ancora una volta dall’ugola del frontman Hakim Krim: il suo tono ‘lynottiano’ ma comunque originale, riesce infatti a donare la giusta interpretazione ai vari brani (su tutti la conclusiva “Dystopia”), sui quali la sua chitarra e quella del compagno Martin Nordin (finora bassista ma passato alla sei corde dopo l’uscita di scena dell’ex Olle Hedenstrom) intarsiano riff melodici e accattivanti. Il classico album on the road? Sicuramente, ma anche qualcosa in più, e la dimostrazione la troviamo soprattutto nella prima parte: dall’opener “Distance Over Time”, dove ritagli di maideniana memoria trovano spazio all’interno di una trama rock avvolgente, alla trasognante ed orecchiabile “Letter From Allen St.”, dalla curiosa “Evil Always Wins”, contraddistinta dall’eccentrico video a supporto del singolo lanciato circa due mesi fa, alla singolare “Messin’Up” dove la ‘resa’ che da’ il titolo al disco trova compimento in un brano dal sapore più country. Il filone intrapreso nei primi pezzi si sussegue nel prosieguo del full-length con un leggero calo creativo salvo riprendersi come già detto con la simbolica “Dystopia”, terminando un lavoro che alza ancora di un gradino il livello dei Dead Lord. Fateci più di un pensiero, amanti di qualsiasi sonorità: grazie alla sua versatilità “Surrender” sarà in grado di soddisfare più di un palato.

TRACKLIST

  1. Distance Over Time
  2. Letter From Allen St.
  3. Authority
  4. Evil Always Wins
  5. Messin'Up
  6. Dark End The Rainbow
  7. Bridges
  8. The Loner's Ways
  9. Gonna Get Me
  10. Dystopia
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