DEAD SHAPE FIGURE – The Disease Of St. Vitus

Pubblicato il 24/12/2010 da
voto
7.0
  • Band: DEAD SHAPE FIGURE
  • Durata: 00:43:25
  • Disponibile dal: /11/2010
  • Etichetta:
  • Dynamic Arts Records
  • Distributore: Masterpiece
Streaming non ancora disponibile
Non si sa da dove cominciare per descrivere il nuovo lavoro dei Dead Shape Figure, tanta è la carne al fuoco messa questa volta sul piatto dalla band finlandese. L’unica cosa certa è che i nostri sono riusciti a dare al fortunato debut "The Grand Karoshi" un successore all’altezza, anche se è probabile che qualche fan della prima ora storcerà il naso per la piega più melodica che il sound ha preso in questi ultimi anni. Rispetto al debut, il quintetto ha infatti deciso di rallentare un po’ le ritmiche e di ridurre le parti thrash-death, in favore di un riffing più prettamente thrash che spessissimo strizza l’occhio agli ultimi Exodus e di qualche apertura simil-rock’n’roll. Di pari passo con questa evoluzione a livello musicale, il cantante Galzi Kallio ha iniziato a utilizzare ogni tanto il pulito, facendo qua e là il verso all’ex The Crown/One Man Army Johan Lindstrand nella sua impostazione un po’ spavalda. Queste virate melodiche, comunque, non tarpano più di tanto le ali alla potenza della formazione: del resto, l’unica traccia in cui i nostri davvero eccedono in soluzioni ad ampio respiro è "Shrouds", mentre nel resto del lavoro continuano ad avere campo libero gli affilati riff della coppia Flinck/Lahti, che in episodi come "Amberstar" riescono realmente a trovare un ottimo equilibrio fra cattiveria e dinamicità. La solita, ottima, produzione finlandese e un artwork che si distacca dai tipici standard del genere completano il quadro. Non stupiscono con effetti speciali, ma con "The Disease Of St. Vitus" i Dead Shape Figure si confermano solida realtà della scena thrash-death europea e, senza tradire le loro origini, compiono anche qualche passo verso un riconoscimento su scala più ampia. Ora staremo a vedere se i loro sforzi verranno notati anche da chi è solito cibarsi di sonorità più easy listening.

TRACKLIST

  1. Suicide Continental
  2. Seraphim
  3. Face On The Nails
  4. Felix Culpa
  5. Amberstar
  6. Madonna Of Seven Sorrows
  7. Idiopolis
  8. Shrouds
  9. Cities Of The Plain
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