DEAD SUMMER SOCIETY – So Many Years Of Longing

Pubblicato il 01/05/2015 da
voto
7.5
  • Band: DEAD SUMMER SOCIETY
  • Durata: 01:06:02
  • Disponibile dal: 22/03/2015
  • Etichetta: Rain Without End Records
  • Distributore:

La one-man-band molisana Dead Summer Society, fondata nel 2010 e portata avanti dal polistrumentista Mist, bissa il buon risultato ottenuto dal debutto “Visions From A Thousand Lives” con il secondo sforzo sulla lunga distanza intitolato “So Many Years Of Longing”. Inframezzati dall’EP “My Days Through Silence”, i due lavori dimostrano entrambi l’ottima capacità del musicista nostrano di creare partiture emozionali di gran spessore malinconico e nostalgico, a volte richiamanti la solidissima influenza dei primi, memorabili Katatonia, altre volte ricorrendo a soluzioni care a gruppi fondamentali nel trasporre tristi sensazioni in musica, quali ad esempio Novembre, Opeth, My Dying Bride, Dismal Euphony e, più in generale, tutta la pletora di band che durante i Nineties hanno affollato il panorama doom, death, black e gothic metal. Rispetto al suo predecessore, “So Many Years Of Longing” presenta forse meno tratti sperimentali ed elettronici, risolvendo le sue ambizioni in un gran trasporre di sonorità melo-death e gotiche, atte a risvegliare più che altro le pressanti voglie di ambientazioni plumbee anni Novanta che, diciamo la verità, non fanno mai male. L’enfasi chitarristica, a tratti drammatica e fiammeggiante, è sempre messa in primo piano, così come il suo alternarsi a svariati attimi riflessivi d’arpeggi ingrigiti oppure a lente elucubrazioni doomy. L’uso di voci ospiti, anche femminili, funziona sempre bene, ma i Dead Summer Society non si fanno notare per le loro proprietà vocali, comunque valide e appaganti. Il punto di forza della band, come già avrete intuito, è la bravura nell’evocare sentimenti ancestrali e depressi, celati all’interno di ognuno di noi in nicchie spesso buie e irraggiungibili. Le lunghe sinfonie novembrine di brani quali “Some Peace To Feel”, “Shatters”, “A Winter Day” e “Stalemate” si stagliano gloriose su crepuscoli rossastri, mentre “It Devours My Faith” a tratti richiama i Dimmu Borgir meno complessi e più efficaci; c’è tempo anche per ben quattro brani strumentali, fra cui citiamo l’epos roboante di “Desperate Sun”, e per un paio di episodi vicini al gothic da ‘facile ascolto’, l’Evanescenciana “Failure” e la più riuscita “State Of Waiting”. Su tutta la tracklist, però, si erge la perfetta rivisitazione delle sonorità fin qui descritte rispondente al nome di “Coldness Gods”, un piccolo grande gioiello. Per gli amanti di tali suoni e atmosfere, quindi, ricchi di pathos e decadenza, “So Many Years Of Longing” è quasi un passo obbligato; andate pure a botta sicura. Sarebbe più obiettivo un sette pieno, ma una volta ogni tanto ci piace lasciarci andare ai gusti personali, perciò assegniamo mezzo voto in più decisamente soggettivo. Bravi Dead Summer Society, bel ritorno!

TRACKLIST

  1. So Many Years
  2. Coldness Gods
  3. It Devours My Faith
  4. Some Peace To Feel
  5. Longing
  6. Shatters
  7. State Of Waiting
  8. Every Death Is Certain
  9. A Winter Day
  10. Failure
  11. Desperate Sun
  12. Stalemate
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