DEAD SUMMER SOCIETY – Visions From A Thousand Lives

Pubblicato il 19/04/2012 da
voto
7.0
  • Band: DEAD SUMMER SOCIETY
  • Durata: 01:00:40
  • Disponibile dal: 15/02/2012
  • Etichetta:
  • Distributore: Masterpiece

Già attivo nei molisani How Like A Winter, il chitarrista polistrumentista Mist tenta l’ambiziosa carta della one-man-band creando i Dead Summer Society, formazione che, dopo il demo strumentale “The Heart Of Autumnsphere” edito nel 2010, esordisce su full con il ben riuscito – e a questo giro anche cantato! – “Visions From A Thousand Lives”. Mist ci propone un variegato doom-gothic metal venato da inflessioni death, atmospheric, black e persino ambient elettronico, per un risultato finale che si fa naturalmente apprezzare soprattutto da chi mastica ogni giorno le suddette sonorità, a cavallo tra Triade Britannica e primi Katatonia, senza dimenticare qualche inflessione Cradle Of Filth per quanto riguarda l’utilizzo multiforme e teatrale delle voci, spazianti tra cupi recitati, scream e growl cavernosi e female vocals evocative e particolari, come ad esempio in occasione della strofa in italiano contenuta in “Shadow I Bear”. La ricerca di atmosfere decadenti e crepuscolari è la chiave per comprendere in pieno i Dead Summer Society, che hanno nel pianoforte, nelle keyboards, nei synth, negli arpeggi e nel programming le armi di maggior successo (ascoltare la commovente electro-ballad “The Way” per credere), mentre alle chitarre distorte spetta un ruolo di secondo piano, sebbene i riff composti per “Visions From A Thousand Lives” siano tutti piacevolmente deprimenti e melodici. In alcuni episodi, citiamo la lunga “The King’s Alone”, la band pare essere andata un po’ ad incastro, in quanto il brano ci risulta un po’ sfilacciato e poco organico, ma probabilmente questa è l’unica critica relativamente negativa da poter fare al gruppo. In tutta la restante tracklist, Mist esplora con gusto e bravura soluzioni già usate e sfruttate da molti altri, ma non si può proprio dire che non lo faccia bene e che non riesca nel suo intento, ovvero generare convincenti soundscapes di enfasi nostalgica. Un buon incipit, quindi, per una compagine ancora in cerca di un’etichetta – ma ha davvero senso nel 2012? – che si è autoprodotta e che di sicuro è apprezzabile. In bocca al lupo per il futuro!

TRACKLIST

  1. Explicit
  2. I Met You In Heaven And Hell
  3. Shadow I Bear
  4. The King’s Alone
  5. Down On You
  6. Her White Body, From The Coldest Winter
  7. Last Winter I Died
  8. The Way
  9. Within Your Scars
  10. Unreal
  11. I Fade
  12. Army Of Winter (March Of The Thousand Voices)
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