7.0
- Band: DEAD WITCHES
- Durata: 00:40:45
- Disponibile dal: 22/02/2019
- Etichetta:
- Heavy Psych Sounds
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Si torna a respirare zolfo e fumo con la seconda uscita dei Dead Witches per Heavy Psych Sounds dal titolo “The Final Exorcism”, una dichiarazione di intenti ben radicata nel loro doom funereo ed acido certamente appropriato con l’origine oramai solo albionica della band. Persa per strada infatti la cantante italiana degli Psychedelic Witchcraft Virginia Monti ed il chitarrista Greg Elk, morto per suicidio, la mente del progetto Mark Greening ha ricostruito da capo il progetto, affidando alla voce della nuova entrata Soozie Chameleone il compito di sorreggere l’ipnotico incedere dei riff chitarristici nella loro discesa verso il buio più totale. Lo stile vocale è certamente diverso rispetto a quello del precedente “Ouija” ed anche se alcune soluzioni possono risultare un po’ forzate alla lunga, l’impatto generale si contorna di una vena più aggressiva che non stona con il flavour sinistro che assumono spesso i fraseggi di chitarra o le percussioni forsennate della batteria, donando a “The Final Exorcism” un carattere meno fascinoso di prima, ma sicuramente più pericoloso e tagliente che mai. D’altronde, l’esperienza accumulata con Electric Wizard e Ramesses consente a Greening di mettere insieme dei pezzi adeguatamente suddivisi tra pesantezza, ripetizione e cura nei dettagli, elementi onnipresenti in questo tipo di musica giostrati con la dovuta maestria da lui e dai suoi compagni, capaci di non sorpassare mai il sottile limite tra potenza monolitica, quasi statica in un certo senso, e noia. A convincere insomma non sono certo mirabolanti variazioni tonali, strutture armoniche sbalorditive o altre amenità simili, quanto la naturale predisposizione a creare un tessuto sonoro più che adatto alle inquietanti tematiche delle liriche ed in generale, all’immaginario squisitamente horror ed occulto in cui sguazzano strafatti i Dead Witches, secondo il sacrosanto volere di Iommi ed i Black Sabbath al gran completo. Fatta eccezione per l’interessante svisionamento di “When Do The Dead See The Sun” ed il suo retrogusto quasi a la Beatles a metà disco, “The Final Exorcism” si basa perlopiù su riff mastodontici, colonne portanti dell’oscuro tempio dei Dead Witches, lead guitars slabbrate e stonate che fanno da grotteschi adornamenti all’interno di esso, e linee vocali catatoniche ed ossessive, litania maledetta che detta il ritmo di questo lento ed inesorabile sabba indiavolato. Il gruppo inglese può andar fiero del risultato raggiunto viste le premesse, dimostrazione pratica della capacità di trasformare una situazione di svantaggio in un valore aggiunto per gli sviluppi della band e per la musica contenuta appunto in “The Final Exorcism”.
