DEADFORM – Tales Of Darkforms

Pubblicato il 14/02/2021 da
voto
7.0
  • Band: DEADFORM
  • Durata: 00:28:14
  • Disponibile dal: 05/03/2021

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Vi è del vero pericolo e una sensazione di sinistro stordimento a scuotere l’anima nell’EP d’esordio dei Deadform. Una delle molteplici ramificazioni di un collettivo operante nel brindisino, quello di Mutaform, dedicato a sperimentazioni attorno alla musica elettronica, esplorata a fondo nelle sue feconde possibilità espressive. A tirare le fila Peter Bell, producer di colonne sonore per il gaming e vari ambiti artistici legati alle connessioni di diversi media. L’elettronica e le elaborazioni su beat e synth si saldano a una componente più carnale e umana, un contraltare da ricercare in Deadform nell’operato di Dead Kriss (negli anni ’90 noto come Murthum) alle chitarre e negli sporadici interventi vocali, filtrati e resi irriconoscibili dagli effetti. Dead Kriss è artista di estrazione metal, vanta una militanza nei blackster Mortifier, con cui ha suonato per gli album “Darkness My Eternal Bride” e “Kampfen”, e nei Buio Omega, con tre dischi incisi tra il 1999 e il 2008.
“Tales Of Darkforms” parla il linguaggio di un industrial duro e puro, vissuto e suonato come lo si poteva intendere oltre venti/venticinque anni fa, facendo scontrare un chitarrismo marmoreo e oltranzista con una selva di effetti, ritmi ossessivi, contaminazioni digitali, per aprire le porte a un futuro di cupezza e rigidi schemi. Un incubo claustrofobico, evocato in pezzi che non lasciano respiro, traghettati da chitarre intransigenti, che si sgranano tra un riffing efferato memore di trascorsi extreme metal e un rigore metronomico tipico del metal ‘inquinato’ di elettronica e suoni alienanti. Di alienazione se ne respira parecchia, tra drum-machine scorticanti e scorribande di rumori che per alcuni aspetti potrebbero proprio provenire da una fabbrica, con tutti quei sinistri clangori, urti, richiamanti un’attività febbrile e disumanizzante in qualche ipermoderno tempio produttivo; a ciò si sommano suoni accostabili a quelle di soundtrack horror e di estrazione videoludica, un’agghiacciante componente dark che toglie il respiro e aumenta non di poco il disagio uditivo.
Le voci sono quasi assenti, le dinamiche fissate chiaramente all’inizio di una traccia per poi essere perpetrate allo sfinimento, mirando al logorio e all’assuefazione dell’uditore. “Tales Of Darkforms” vive di assalti bombastici allungati il più possibile, perché è anche nel minutaggio elevato delle singole tracce che si annida la devianza. Il delirio si fa completo e senza possibilità di redenzione quando i ritmi assumono una forma fin ballabile, come nel corso di “Azrael”; qui il dialogo synth chitarre si fa particolarmente coinvolgente, evocando movimenti dissoluti e incoerenti su un dancefloor. L’esperienza di Peter Bell porta ad arrangiamenti esotici, al dispiegarsi di sonorità cangianti, che mirano a intrappolare in una dimensione negativa e opprimente, che può mutare le sue sembianze, farsi più arcigna e punitiva, oppure vagamente avvolgente e in stato di quiescenza, tipo nella prima parte di “Dividi Et Impera”. Personalmente avremmo apprezzato qualche intervento vocale aggiuntivo, che potesse infondere ulteriore malessere a un’uscita che sa comunque far male, ricreando quello speciale clima intossicato, allucinato e deumanizzato che l’industrial nella sua forma meno edulcorata dovrebbe saper trasmettere. Per i cultori di queste sonorità, Deadform e l’intera galassia Mutaform sono da tenere d’occhio.

TRACKLIST

  1. Darkforms
  2. Convulsex
  3. Dividi et Impera
  4. Azrael
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