DEADSOUL TRIBE – A Murder Of Crows

Pubblicato il 24/09/2003 da
voto
9.0
  • Band: DEADSOUL TRIBE
  • Durata: 01:01:15
  • Disponibile dal: 28/07/2003
  • Etichetta: Inside Out
  • Distributore: Audioglobe

Davvero sorprendente, il secondo lavoro della band captitanata dal singer Devon Graves (ex Psychotic Waltz), che ci delizia per un’oretta con dodici composizioni, dotate di un tiro e di una freschezza impressionanti. Il background musicale dei componenti della band è molto vario e le track qui presenti sono pronte a dimostrarlo. Si parte dal progressive rock per passare al rifferama tanto caro a Tony Iommi, sino a ripescare le reminiscenze sonore tanto care ai Jethro Tull dell’indimenticato “Aqualung”. Vi garantisco che le composizioni sono fluide (ma intelligenti ed elaborate, sia ben chiaro!) e possono piacere veramente a tutti, dai rocker più attempati, ai fan del rock progressivo, fino ad arrivare a coinvolgere chi ha amato l’ultimo capolavoro dei Katatonia. L’opener “Feed” è divisa in due parti, la prima è squisitamente tecnica e vincente, dotata di un groove micidiale, stemperato dalla seconda parte, dove lo spettro della band di Ian Anderson si avverte sensibilmente. “In A Garden Made Of Stones” inizia con un riff oscuro, che in breve affoga in sonorità malinconiche, fino a esplodere nel melodicissimo ritornello, dominato dalla teatrale voce di Mr.Graves, il vero asso nella manica della band. Il sound pulsante del basso introduce “Some Things Can’t You Return”, accompagnato da intriganti stacchi di batteria, che fanno da cornice per l’ugola dorata del singer, che usa la sua voce in modo molto intelligente, rendendo il prodotto maggiormente appetibile. “Angels In Vertigo” è una song più dura e spigolosa della precedente, ma non per questo è monolitica, anzi, la voce di Devon è fantasiosa, melodica, e solenne al tempo stesso, cosi come il guitar work e la ritmica tessuta dal resto della band. Effettivamente, il disco è piuttosto profondo, va assimilato e gustato gradualmente, e solamente con numerosi ascolti, si colgono le molteplici sfaccettature di cui è composto. Ricchissima è la trama intessuta in “Regret”, dove uno stupendo fraseggio di pianoforte domina la composizione, immergendosi nel vortice sonoro creato dalla band, che riesce intelligentemente a non soffocare la bellezza contenuta in esso. Peccato per l’artwork che, seppur dettagliatamente curato, pecca di originalità in quanto ricorda il lavoro svolto su “Dead Heart In A Dead World” degli statunitensi Nevermore, ma poco importa: questo platter si candida come una delle migliori uscite dell’anno in corso, e non solo… semplicemente un piccolo grande capolavoro!!!

TRACKLIST

  1. Feed Part I: Stone By Stone
  2. Part II: The Awakening
  3. The Messenger
  4. In A Garden Made Of Stones
  5. Some Things You Can't Return
  6. Angels In Vertigo
  7. Regret
  8. Crows On The Wire
  9. I'm Not Waving
  10. Flies
  11. Black Smoke And Mirrors
  12. Time (Bonus Track)
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