DEADWEIGHT (HOL) – Itinerarium

Pubblicato il 22/08/2004 da
voto
7.0
  • Band: DEADWEIGHT (HOL)
  • Durata: 00:28:08
  • Disponibile dal: /07/2004
  • Etichetta:
  • Beniihana Records
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Non lasciatevi ingannare dalla deprimente cover di questo disco: “Itinerarium”, debutto degli olandesi Deadweight, pubblicato dall’interessante label tedesca Beniihana Records, è un album piacevolmente riuscito e dalla dose d’originalità sufficiente a farcelo promuovere senza esitazione alcuna. I cinque tulipani, provenienti dalla capitale politica dei Paesi Bassi, L’Aja, e riconoscibili solo attraverso degli “stupidi” nick comprendenti un comune “Mr.” e la lettera iniziale del nome del componente della band, suonano un bell’ibrido musicale, a cavallo tra post-core, noise, death metal ed emo-core, ricercante spesso la melodia ma non disdegnante assolutamente l’utilizzo di partiture care anche ai maestri della scena estrema scandinava. Parafrasando forzatamente il titolo del platter, potremmo tracciare, lungo il susseguirsi di queste nove tracce, un itinerario, un percorso sonoro ben preciso, il quale porta i Deadweight a velocizzare ed estremizzare in modo progressivo l’approccio alla composizione: infatti, se nella prima parte dell’album, il gruppo gioca e sperimenta con sezioni psichedeliche e tribali, rendendo poco immediate song del calibro di “Darker” o dell’opener “Skeleton”, nella seconda tranche le influenze death vengono a galla prepotenti, marchiando a fuoco “We Knew” e “A Dull Knife”, episodi spiccanti fra gli altri. Oddio, tale divisione non è così evidente come sembra, in quanto l’album resta uniforme ed abbastanza all’avanguardia per tutta la propria durata, però l’impressione del progressivo indurimento compositivo è forte. La produzione, pulita ma non molto potente, penalizza un po’ l’operato del combo, il cui singer, tale Mr. B, è bravo ad alternare uno screaming sofferto ad un pulito espressivo ed intonato. I Deadweight somigliano vagamente, anche nella costruzione dei riff, ai giapponesi Envy, pur risultando molto meno violenti ed inquietanti. Comunque sia, un disco che guadagna punti ascolto dopo ascolto, pregio da non sottovalutare. Bellino e da scoprire.

TRACKLIST

  1. Skeleton
  2. Everyday
  3. Killer
  4. Darker
  5. Never
  6. Never Lived
  7. We Knew
  8. A Dull Knife
  9. Shed In Blood
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