DEAF EYES – Deaf Eyes

Pubblicato il 09/12/2014 da
voto
7.5
  • Band: DEAF EYES
  • Durata: 00:36:00
  • Disponibile dal: 10/11/2014
  • Etichetta: Argonauta Records
  • Distributore: Goodfellas

Nati dalla costola dei Celebral Overdrive, arriva alle orecchie il primo lavoro del side-project Deaf Eyes. Sinestesia mica male per un post-metal muto di qualsivoglia sospiro, nato così per abbracciare questo filone/attitudine emergente in questi anni nella musica underground. Sonorità tipiche di certi Russian Circles, Isis e nostrani Ufomammut permeano le strutture ritmiche e compositive del quartetto toscano: riff monolitici spaccano il cielo con il loro incedere tonante, come un impetuoso mare in burrasca che inghiotte  le navi dei marinai che hanno preso il largo. E’ infatti peculiare una sorta di agglomerato liquido di riff e batoste ritmiche di certo spessore e certa tecnica, aiutate anche dalla produzione fine e incredibilmente potente di cui questo omonimo lp si ricopre. Impatto poderoso e di spessore prende il via con la combo “Black Canvas”/”Mirrors” che scaraventa l’ascoltatore nei territori tempestosi dei Deaf Eyes. Non siamo certo di fronte a nulla che possa essere definito particolarmente originale o innovativo, ma sicuramente si coglie una certa autenticità e un labor limae che non potranno che essere metri di giudizio di notevole importanza. Il lavoro dei ragazzi di Pistoia nasce evidentemente da un bisogno quasi fisico di offrire un lato di questo genere, e questa fisicità si esprime telluricamente con questo lavoro massiccio e monolitico che non farà gridare ad alcun miracolo ma che soddisferà ed entusiasmerà probabilmente coloro che si cibano – o si sono cibati – di atmosfere claustrofobiche ed opprimenti che vanno dai Neurosis ai Pelican, unendosi allo sludge e cercando di sfruttare il momento di lustro che il rock strumentale sta passando in questo periodo. Numerose anche le influenze math, come in “The Eyes Of Regret”, bellica e industriale, che sfocia in un putiferio rumoristico per poi ribaltarsi ancora nel riff principale, o della successiva “Draining Sun”, di una psichedelia minacciosa, o l’incedere ipnotico e sghembo di “The Withered” o il finale catartico di “Commiserate”. L’omonimo Deaf Eyes è uno dei migliori album di debutto dell’anno per quanto riguarda la scena metal italiana. Otto tracce che scorrono immediate e profonde, di una psichedelia dispari in poco più di mezzora di catarsi da incubo.

TRACKLIST

  1. Black Canvas
  2. Mirrors
  3. Orbits
  4. The Eyes Of Regret
  5. Draining Sun
  6. Red Desert Lullaby
  7. The Withered
  8. Commiserate
1 commento
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