DEATH DEALER – Reign Of Steel

Pubblicato il 24/01/2026 da
voto
7.0
  • Band: DEATH DEALER
  • Durata: 00:44:37
  • Disponibile dal: 23/01/2026
  • Etichetta:
  • Massacre Records

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Inizio anno, tante nuove uscite che si accavallano, tra debutti (riusciti o meno che siano) e alcuni ‘ritorni’ decisamente interessanti; ecco un nome importante che mancava da un po’ di tempo sulla scena, il ‘supergruppo’ heavy dei Death Dealer, che fa capolino a poco più di un lustro di distanza dalla pubblicazione di “Conquered Lands”, mantenendo per lo più intatte le coordinate essenziali già mostrate nell’arco di tre full length e un EP negli ultimi tredici anni. Il combo formato nel 2012 da Sean Peck, cantante dei Cage, Ross Friedman, ascia storica dei Manowar, e Stu Marshall, chitarrista impiegato in Empires Of Eden e Night Legion,  ha dovuto – come tutti, del resto – attraversare il periodo del coprifuoco forzato durante gli anni 2020-21, e, per dirla con le parole del vocalist ex Denner/Shermann, “l’atmosfera distopica respirata durante quegli anni ci diede l’idea di base per comporre quello che potrebbe essere il nostro miglior risultato fino ad oggi”, lasciando appunto intendere che “Reign Of Steel”, ora in uscita, sia stato scritto proprio durante il lockdown. Ignoti sono i motivi di cotanto ritardo nella pubblicazione, notissimi invece sono i connotati di questa band che, completata da due ex scudieri proprio del “Boss” Friedman, cioè Steve Bolognese (già nei Them) e Mike LePond dei Symphony X alla sezione ritmica, non le manda mai a dire e imposta la propria forza su un heavy/power moderno al confine col thrash che intrattiene e soddisfa senza troppe pretese. 

Il titolo dell’album porta alla mente un improbabile incrocio tra due grandi album di Slayer e Manowar, ma musicalmente questi nomi c’entrano solo marginalmente. Come già accennato, il thrash ogni tanto fa irruzione nella stanza, ma nel caso di “Bloodbath” forse sarebbe stato meglio evitare: trattasi di un palese riciclo della strofa principale di “Burnt Offerings” dei Testament, un episodio che rappresenta una caduta di stile evitabile, fortunatamente l’unica del lotto. Sfangato subito il “passo falso”, possiamo concentrarci dunque sugli episodi riusciti di questo “Reign Of Steel”: “Sleeping Prophet” è un midtempo che gasa e carica, accelerando i propri ritmi a metà brano rievocando, sia strumentalmente che vocalmente, i Judas Priest; “Raging Wild And Free” è l’immancabile power-ballad della quale ormai sembra non si possa più fare a meno in lavori di questa portata, orecchiabile e contornata egregiamente dalla sei corde solista dell’ex manowarrior, mentre “Dragon Of Algorath” viaggia spedita verso lidi altissimi, come gli acuti di Sean Peck, impressionanti tanto quanto, in maniera inversa, lo si sente tentennare in altri momenti, ad esempio nel refrain della appena citata “Raging…”, in cui sembra davvero far fatica a sintonizzarsi sulle frequenze richieste. Ad ogni modo, i Death Dealer rimangono così coerenti con la propria essenza e la propria storia, e la conclusiva “Reign Of The Night” non lascerà alcun dubbio sulla resa finale dell’album. I suoni sono potenti e in linea con le produzioni di alto livello odierne, grazie anche al buon lavoro del frontman degli Orpheus Omega Chris Themelco, il quale si è occupato del mixaggio e del mastering nei suoi Monolith Studios australiani.

Per chi bazzica con un’importante frequenza i terreni classici dell’heavy, l’acquisto (o per lo meno, l’ascolto) di questo prodotto griffato Massacre Records appare tutto sommato obbligato. Per tutti gli altri, in ogni caso, è consigliato dare almeno una chance a “Reign Of Steel” poiché i californiani, oltre ad essere tutti eccellenti professionisti con una storia chilometrica alle spalle, hanno un gusto compositivo non indifferente, sempre al netto di qualche fisiologico calo derivante dall’occuparsi di un sottogenere mai foriero di innovazioni, ma che a noi piace soprattutto per questo. Per concludere, promossi anche stavolta; poi, se si tratti o meno veramente del loro miglior lavoro non è semplice stabilirlo, dati i numerosissimi elementi analoghi nella loro discografia. Sicuramente ci assestiamo su livelli soddisfacenti e a tratti superiori alla media delle coeve pubblicazioni.

 

TRACKLIST

  1. Assemble
  2. Devil's Triangle
  3. Riding on the Wings
  4. Bloodbath
  5. Raging Wild and Free
  6. Blast the Highway
  7. Compelled
  8. Dragon of Algorath
  9. Sleeping Prophet
  10. Reign of the Night
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