DEATH DIES – Maledicti In Aeternvm

Pubblicato il 23/04/2026 da
voto
7.0
  • Band: DEATH DIES
  • Durata: 00:34:39
  • Disponibile dal: 03/04/2026
  • Etichetta:
  • My Kingdom Music

I patavini Death Dies arrivano, con il nuovo “Maledicti In Aeternvm”, al quinto full-length e oltrepassano i trenta anni di carriera.
Rispetto al precedente e recente “Stregoneria” (2023) possiamo dire che il songwriting è più compatto ed estremo, facendo risultare il black/thrash metal dei Nostri ancora più violento.

Il lato black predomina specialmente in apertura, con il duo d’impatto “Il Bosco Siamo Noi” e la successiva “Asmodevs”: possiamo dire che l’opener ha tutte le caratteristiche della classica canzone black metal nata dalla tradizione nazionale risalente ormai ad una trentina d’anni fa (dai Necromass agli Opera IX) dove metal estremo, occultismo ed esoterismo erano un’unica cosa e che poi negli anni si è evoluto, diventando più violento e anche maggiormente influenzato dall’ondata metal proveniente dalla Scandinavia.
Inserirsi in questa tradizione significa anche adottare un cantato in lingua madre, cosa che i Death Dies hanno attuato in tutte le canzoni eccetto l’ultima, mentre il secondo brano del lotto è probabilmente il miglior capitolo del lavoro, in cui riemerge l’atmosfera del black metal dei primi anni ‘90, con un tocco diabolico che ricorda un po’ i Rotting Christ di “Non Serviam”.
Ovviamente il background thrash metal della band, elemento chiave del loro sound sin dagli esordi, è presente non si fa attendere, ed infatti eccolo sviscerato su “Trivia Soteria” che con un tocco di pazzia in più potrebbe essere facilmente accostata agli Impaled Nazarene.
L’album gode di una buona produzione pulita e fredda, le strutture delle canzoni sono piuttosto semplici – pensiamo ad esempio a “Mater Meretrix”, la cui base è costituita solo da un un paio di riff che si alternano ripetutamente, un po’ in stile primi Bathory – ed il minutaggio è più breve rispetto alla media (più vicino a quello delle canzoni hardcore che di quelle metal): talvolta, però, questo produce la sensazione che i brani siano incompleti, come se non avessero avuto respiro sufficiente per svilupparsi in tutte le loro potenzialità.
“La Casa Del Diaol” ha un qualcosa di arcano che potrebbe far tornare in mente persino gli Evol, quelli dell’epoca di “Dreamquest” grazie alle sue atmosfere occulte e in qualche modo mistiche, mentre “Caron Dimonio” riesce a conservare uno spirito demoniaco che riporta alla mente quello del debut della band, “The Sound Of Demons”.

L’album si chiude con “Destroyer”, unico capitolo in inglese del lotto, una killer song infarcita di thrash metal in foggia teutonica che porta il nome di un amico della band, Destroyer (ex Satanel), scomparso ancora nel lontano 2010. Questo brano, presente sul già citato debutto “The Sound Of Demons” del 2002, viene qui ripresentato con una produzione più satura ed aggressiva, e ci fa capire che le radici thrash metal sono sempre state presenti nel percorso della band, sebbene oggi come allora non siano predominanti su tutto un full-length, ma magari solo in qualche canzone.
I Death Dies anche su quest’album rimangono coerenti con se stessi e con la loro proposta musicale, attestandosi sul loro livello standard a cui ormai ci hanno abituato nel corso degli anni.

TRACKLIST

  1. Il Bosco Siamo Noi
  2. Asmodevs
  3. Trivia Soteira
  4. Mater Meretrix
  5. La Casa Del Diaol
  6. La Malcontenta
  7. Patavinorvm Tyrannvs
  8. Carmina Trivmphalia
  9. Caron Dimonio
  10. Destroyer
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