DEATH GRIPS – Niggas On the Moon (The Powers That B – Disc One)

Pubblicato il 03/09/2014 da
voto
7.5
  • Band: DEATH GRIPS
  • Durata: 00:31:29
  • Disponibile dal: 08/06/2014
  • Etichetta:
  • Third Worlds

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I Death Grips se ne sono andati proprio come sono nati, con un appunto scritto a penna su un tovagliolo di carta la cui foto è stata postata su Facebook: con il botto e senza alcun senso apparente. E se ne sono andati a modo loro ovviamente, facendo un boato tanto grande da far incazzare per sino un tipo moderato come Trent Reznor che ci ha messo poi giusto due secondi a portare la sua ira su Twitter, attaccando la band per aver messo in seria difficoltà il tour dei NIN con i Soundgarden e i Death Grips per l’appunto. Ma pensateci bene, Ride, Hill e Morin hanno mai fatto le cose normalmente? Certo che no, per cui lo stupore di un tale delirio lascia il tempo che trova. Il loro scioglimento è sia uno shock quanto la cosa più ovvia e banale al mondo. La natura dei Death Grips alla fine è sempre stata questa: farti sentire uno stronzo, e quando han capito che han fatto sentire stronza tanta gente e che la cosa stava diventando prevedibile han cambiato di nuovo, autodistruggendosi e facendoci sentire stronzi due volte. E come se ne sono andati? Ovviamente con il solito “leak” su Soundcloud di un nuovo album, accompagnato dal solito download gratuito tramite la loro label eccetera eccetera. E come è questo nuovo disco? Una bomba ovviamente. Come sempre, più di sempre. Stavolta il lavoro in questione ci è presentato come primo capitolo di un doppio album a cui ha lavorato anche Bjork, e di cui, si presume, sia in arrivo il secondo e ultimo capitolo, ma non si sa mai, potrebbe anche essere l’ennesima scherzo, chi lo sa. Questi qui lavorano con Bjork, fanno quasi piangere Trent Reznor, fanno perdere la testa da un colosso come la Columbia Records e poi se li incontri per strada sembrano dei tossici sociopatici e non perchè non sappiano gestire la propria fama, tutt’altro, ma solo perchè sono sempre rimasti ciò che erano: dei nichilisti che ce l’hanno a morte col mondo. Tanto scioccante la band, tanto scioccante il prodotto finale. I Death Grips ci lasciano con un titolo super politically incorrect come “Niggas On The Moon” (Ride avrebbe avuto la faccia tosta di dare il titolo al disco anche fosse stato bianco invece che nero, giusto per far girare qualche palla in giro), quasi volessero offenderci con l’ultimo ricordo di loro per assicurarci di avere zero bei ricordi della band, capitolo numero uno del progetto bipartito intitolato “The Powers That B”. Come prevedibile il lavoro vede i Death Grips allontanarsi ancora di più dalla sfera rap/hip-hop per entrare ulteriormente nei meandri del gritch, della minimal techno, dell’industrial e del breakbeat. I soliti beat sincopati e spicotici ci sono sempre, irremovibili, ma stavolta sembrano essere agitati da ancora più feralità e bestialità. Il rapping di Ride ormai non è neanche più rapping ma una sorta di spoken work psicotico, un flow che deve uscire subito, come nasce, per evitare che gli rimanga imputato nel cuore ammazzandolo con una overdose del suo stesso odio. Le vocals di Ride in questo capitolo appaiono ancora più isteriche e liberatorie del solito, quasi qualcuno con una pistola putanta alla tempia gli abbia ordinato di dire tutto ciò che pensa del mondo. Le parole escono sconnesse, deliranti, cariche di rabbia e instabilità, ma sono sentite, crudeli nella loro onestà e fottutamente crude. I beats di Morin e Hill sono il solito delirio di onnipotenza glitch esasperate da un mastering super-loud che ci costringe ad abbasssare il volume per evitare che il disco continui ad urlarci nelle orecchie per mezz’ora di fila. “Niggas on the Moon”, è un calvario, un disco che vi strilla nelle orecchie da cima a fondo, senza sosta, ossessivo, logorroico, morboso e irritante. Rimangono intatte le influenze dub, raggae e jungle mostrate dalla band alle origini ma sono deformi, una sorta di distorsione stilistico-temporale, il cadavere di un qualcosa che una volta era altro. I resti scarnificati di qualcosa che riconosciamo a malapena e al quale deve essere successo qualcosa di tremendo. Il discorso potrebbe andare avanti per ore, si potrebbero passare giorni a parlare di questo gruppo e della loro musica delirante ma il dato di fatto immanente ed inappuntabile è che bisogna sentire questa musica con le proprie orecchie, magari guardare una intervista alla band o un loro show dal vivo su YouTube, per “avere una idea” di quale delirio e crudeltà è stato sottoposto il mondo in questi soli tre ma estenuanti anni in compagnia dei Death Grips. Difficile riposeranno mai “in pace”, probabilmente ora stanno stressando l’anima al diavolo all’inferno, ma RIP comunque, davvero.

TRACKLIST

  1. Up My Sleeves
  2. Billy Not Really
  3. Black Quarterback
  4. Say Hey Kid
  5. Have a Sad Cum
  6. Fuck Me Out
  7. Voila
  8. Big Dipper
2 commenti
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