7.5
- Band: DEATH2PIGS
- Durata: 00:22:20
- Disponibile dal: 12/04/2024
Sebbene siano in attività dal 2015, questo “The Beast Is Yet To Come” è solo il secondo EP (sette anni dopo “eMpTyV”) per i Death2Pigs, formazione mascherata fautrice di quello che potremmo definire come modern industrial nu metal visto l’ampio uso dell’elettronica e del cantato pulito.
Più che Ministry o Rammstein, comunque presenti sottotraccia, il termine di paragone più calzante è probabilmente quella branca della scena nu più contaminata con l’industrial (Apartment 26, Orgy, Powerman 5000, Ultraspank, fino ad arrivare ai nostrani Kink), che trova nuova linfa in canzoni come “Frankestein” o “Laura Palmer” – nome particolarmente evocativo per la Generazione X – in cui ritmiche quadrate e loop elettronici spianano la strada ai ritornelli ultramelodici in cui il cantante Tiffie Toffee si fa apprezzare per la sua versatilità dietro al microfono.
La title-track si spinge ancora oltre aggiungendo all’equazione un po’ di metalcore, con un break atmosferico ed un finale decisamente più violento, mentre “The Crusader” è forse la traccia più ambiziosa dell’EP, con cambi di tempo e di atmosfera in grado di creare un senso d’irrequietezza ritmica che si trasmette nelle orecchie dell’ascoltatore come se fossimo su una nave in balia delle onde. L’EP si chiude con “Wow” grossomodo com’era iniziato, con il riffing sincopato di Daddy T e gli scratch del batterista/DJ Jim Skeero a riportarci idealmente sui palchi dell’Ozzfest di fine anni Novanta.
Cinque nuove tracce in sette anni sono evidentemente frutto di un distillato compositivo degno delle migliori grappe, ma non è da questi particolari che si giudica un compositore: promozione piena per “The Beast Is Yet To Come”, sperando che la Bestia sulla lunga distanza si faccia sentire prima della prossima decade.
