DEATHFUCKER – Firespawn

Pubblicato il 03/08/2021 da
voto
7.5
  • Band: DEATHFUCKER
  • Durata: 00:40:33
  • Disponibile dal: 16/06/2021
  • Etichetta:
  • Cavernous Records

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Una lingua di fuoco putrida ed asfaltatrice si dilegua indiavolata sull’asse Mantova-Reggio Emilia. E’ quella tracciata dai Deathfucker ,che, con il qui presente “Firespawn”, danno alle fiamme il loro personalissimo debutto: una grandinata di thrash/death senza la benché minima tregua, scavalcando la nevrosi dal primo all’ultimo dei quaranta minuti previsti. Dai Possessed ai Sarcofago, dagli Slayer ai Destroyer 666: il terzetto tricolore, attivo dal 2015, e formato da Insulter (voce e chitarra), Pest (basso) e J.K. (batteria), ci accompagna lungo i gironi infernali di un’incandescente spirale dalla quale, come ben rappresentato dalla copertina del disco stesso, sorgerà una nuova stirpe ancora più rovente. Infuocata, come i nove pezzi di “Firespawn”: arcigni, furenti, forsennati, tecnicamente impeccabili, in cui, supportati da una produzione più che azzeccata, si stagliano egregie le abilità dei tre musicisti.
A partire dal drummer J.K. (alias Gianmarco Agosti, già batterista dei Raw Power), chirurgico e burrascoso: è un piacere lasciarsi colpire mentre la lancinante “Damnation Strikes” (sulla scia di “Piece By Piece” di Araya e compagni) prende corpo ed è altrettanto superbo il suo lavoro durante l’indiavolata “Sacrificial Slaughter”, uno degli episodi migliori dell’intero album insieme a “Hail, Predator!”. Sezione ritmica devastante, coadiuvata a dovere da Pest (qui al basso dopo aver ricoperto i ruoli di singer, chitarrista e batterista negli altri progetti ‘mantovani’ targata Necromutilator e Sadomortuary). A chiudere il cerchio magico e maligno ci pensa Insulter: il suo urlo greve e sgolato, perennemente rabbioso e blasfemo, ci guida attraverso la fiamma spiraliforme, inforcandoci di riff seriali e ferali, riuscendo a creare, grazie ad opportuni cambi di ritmo, atmosfere fascinose, lugubri; il tutto su un piano tappezzato di thrash al fulmicotone (“Violated Salvation”). Freddamente old school, “Firespawn” non si pone assolutamente sugli scaffali alla sezione novità, ma è proprio la sua funesta scossa ad andare oltre il semplice ‘già sentito’, prendendo sì in prestito gli archetipi dei due generi, ribaltandoli a sua piacimento sul viale della totale esasperazione sonora. Ottimo esordio dei Deathfucker.

TRACKLIST

  1. Firespawn
  2. Damnation Strikes
  3. Sacrificial Slaughter
  4. Emissaries Of Hatred
  5. Plague Descends
  6. Temple Of Adoration
  7. Hail, Predator!
  8. Violated Salvation
  9. Where life dwells In Woe
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