DEATHHAMMER – Evil Power

Pubblicato il 02/07/2015 da
voto
7.0
  • Band: DEATHHAMMER
  • Durata: 00:36:31
  • Disponibile dal: 13/04/2015
  • Etichetta: Hells Headbangers
  • Distributore:

“Satan Is Back!” urla Sergeant Salsten nella terza traccia del nuovo, dissacrante, terzo full-length dei Deathhammer, “Evil Power”. I Venom del terzo millennio sono tornati, e se pensate che gli ultimi 30 anni di musica metal siano stati una noia mortale e volete semplicemente riappropriarvi di emozioni svanite da eoni, questa è la band per voi. Con un logo grossolano e copertine a dir poco naif, i black/thrasher norvegesi sanno come presentarsi al proprio sboccato pubblico, col quale sono sempre stati generosi in fatto di clichè, ignoranza, rabbia idrofobica. Nei tre anni trascorsi da “Onward To The Pits” poco è cambiato nella ricetta del duo, e sarebbe stato irragionevole pensare il contrario. Thrash oltranzista, speed metal, black old-school, punk, rock’n’roll collidono nuovamente in un big-bang caotico e anacronistico, un dito medio grosso come quello di Cattelan a qualsiasi evoluzione e raffinamento del metal estremo. Qua non si pensa e non si ragiona: si corre. Col piede a tavoletta sull’acceleratore, il tasso alcolemico ben oltre il limite da ritiro della patente, su un’auto mezza sfasciata ma che quando c’è da dare gas risponde sempre alla grande. La sboccata genuinità degli Slayer di “Show No Mercy” è il punto di partenza in una gara di omaggi ad alcune delle menti più prolifiche e intransigenti che la nostra musica ricordi. C’è la blasfemia di grana grossa di Cronos, e quella ancora più impavida nell’oltraggio dei Mayhem di “Deathcrush”; del padrino Fenriz (ricordate la toppa dei Deathhammer sul chiodo del punk zombie ritratto nella cover di “F.O.A.D.” ?) vengono rilette sotto una lente solo un poco distorta la fomentazione acida di “Under A Funeral Moon” e le derive di cazzeggio organizzato delle opere post-“SardonicWrath”. E poi, senza sosta, si incastrano fra una mitragliata di batteria e l’altra schegge di Exodus (l’attacco di “Belial’s Curse” assomiglia a quello di “Metal Command”), dei Metallica di “Kill’em All”, di crust/d-beat svedese, riff al tungsteno come usavano gli Exciter su “Violence & Force”. I pezzi sono dei piccoli anthem d’impagabile sporcizia, un parco giochi per metallari desiderosi semplicemente di un po’ di sano headbanging e di facile esaltazione. I giri chitarristici, per quanto semplicissimi, sono tremendamente efficaci e congegnati strizzando l’occhio all’heavy metal più appassionato di scuola ottantiana, americano e inglese in eguale – e confusa – misura. Sono in giro dal 2005 i Deathhammer, ma dalla loro proposta traspare la medesima euforia del quindicenne alle prese per la prima volta con l’ascolto di “Reign In Blood”. E che, dopo aver fuso lo stereo domestico a forza di sentirlo, è andato a caccia di una chitarra di seconda mano e ha cominciato a strimpellarci sopra provando a imitare quelle pazzesche sonorità. Proprio come quel giovane metallaro in erba che ci siamo immaginati, qualche volta, preso dall’esagitazione, il duo norvegese si perde un poco e scivola in un’evitabile sgangheratezza; niente di allarmante, ma compiendo un passettino indietro in termini di foga e usando leggermente di più la testa nel songwriting, i risultati potevano essere ancora più entusiasmanti. Detto infine di una registrazione zozzona che si confà alla grande al rumoroso thrash cavernicolare della formazione, vi invitiamo caldamente a un assaggio di “Evil Power” e dei dischi precedenti. Per citare i Darkthrone, i Deathhammer sono uno degli ensemble che meglio incarna l’”Underground Resistance” di fronte all’avanzata del mainstream.

TRACKLIST

  1. Warriors of Evil
  2. Total Metal
  3. Satan Is Back
  4. Powertrip
  5. Sinner's Possession
  6. Belial's Curse
  7. Rot in Shreds
  8. Omen of the Beast
2 commenti
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