6.5
- Band: DEATHHAMMER
- Durata: 00:39:00
- Disponibile dal: 24/04/2012
- Etichetta:
- Hells Headbangers
Dalla Norvegia, ecco tornare con una nuova pubblicazione, la seconda della carriera, i Deathhammer, duo dedito al più scontato e old school black/thrash metal. Ci scusi la band per l’aggettivo scontato, ma non se la prenda: nel metal, perseverare spesso non fa difetto al prodotto finale. È infatti il caso di questi due figuri, che immaginiamo tetri e loschi con le loro borchie e le loro toppe sullo smanicato di jeans e gli immancabili Ray-ban a goccia, come si addice a ogni fan del genere succitato. Sergeant Salsten (basso, chitarra e voce) e Sadomancer (batteria e seconda voce) confezionano infatti un gradevole assalto sonoro dai suoni nettamente anni ’90, rozzi, striduli nei soli di chitarra, con un songwriting semplice e facilmente memorizzabile e che quindi, nei quasi quaranta minuti di durata del disco, vi risulterà facilmente godibile. Ma, d’altronde, si evince praticamente tutto già dal nome del gruppo e dai titoli dell’album e delle canzoni, le quali sembrano generate da quel famoso sito web che generava a casaccio titoli di brani black metal dal database – magro e abusato – delle parole più comuni del metal. I Deathhammer alternano lungo la scaletta pezzi molto duri come “Army Of Death”, “Deathrashing Sacrifice” e l’ottima “Voodoo Rites” ad altre canzoni (poche) più ragionate e con il riffage comunque sempre molto pesante. È il caso di “Seduced By The Flames”, ma anche di “Final Black Mass”, almeno nella prima parte. Non mancano poi grugniti, rantoli, acuti vocali, il tutto a fare contorno alla più classica e sufficiente voce black metal. In definitiva, da “Onwards To The Pits” non c’è da aspettarsi sussulti di sorta o qualità dei maestri del genere, ma per i fan del blac- thrash e delle miriadi di band norvegesi che si cimentano puntualmente nel revival del genere, l’ascolto è consigliato.
