DEATHSTARS – Synthetic Generation

Pubblicato il 16/11/2003 da
voto
7.0
  • Band: DEATHSTARS
  • Durata:
  • Disponibile dal: 11/11/2003
  • Etichetta: Nuclear Blast
  • Distributore: Audioglobe

Probabilmente sperano che nel loro monicker sia scritto un po’ del loro destino. In effetti nel loro paese, la Svezia, sono già delle star da classifica… poteva la Nuclear Blast farsi sfuggire una band già lanciata verso la conquista del successo? Ovviamente no. Loro si chiamano Deathstars, e il loro disco d’esordio è “Synthetic Generation”. Forse vi interesserà sapere che vi militano l’ex batterista dei fenomenali Dissection (il cui code name ora è Bone W Machine), nonché un certo Nightmare Industries (chitarrista, bassista, programmatore), ex membro degli Swordmaster che di cognome fa Nodtveidt (c’è da augurarsi una somiglianza col celebre fratello solo nel genio musicale…). Quello che si propongono di fare è un nuovo tipo di bombastic industrial rock/metal, non privo però di una certa brutalità. La definizione calza, anche se non è lecito attendere cose rivoluzionarie, ma solo un bel disco dove tutto è mescolato con gusto ed intelligenza, e dove emerge quasi sempre una ben sviluppata attitudine personale della band. “Synthetic Generation” è stato registrato dal gruppo negli studi di Nightmare Industries e ai Fredman studios con il supporto di Anders Friden, mentre del mixaggio si è occupato Stefan Glaumann (già collaboratore dei Rammstein). Con simili premesse, la produzione ha qualitativamente dato buoni frutti. Ascoltando il cd si ha la sensazione di trovarsi improvvisamente in un futuro fatto di alienazione senza rimedio. Ma i toni sulfurei ed apocalittici della terribile realtà uomo-macchina sono affrontati in modo potente con un sapiente uso di una vasta gamma di synth e samples, con rare e misurate concessioni a toni più dark e suggestivi (vedi “Syndrome” e “No Light”). E’ un bene, in questo modo si conserva tutta la carica caotica e tempestosa di questa visione distruttiva dell’uomo e della sua realtà. C’è una marcata e tagliente componente horror nelle canzoni dei Deathstars (accentuata in alcune song da cori metallici e stranianti), senza contare che i nostri amano abbigliarsi come se fossero usciti dal mitico “Hellraiser”. La vode di Whiplasher è perfetta nel cavalcare la musica, alternando toni meccanici durissimi e decadenza. Spesso viene da pensare che alcune canzoni sarebbero perfette per un film sulla civiltà distrutta. Il voto non è più alto solo perché si sentono ancora troppo distintamente i debiti che la band paga ai Ministry, The Kovenant, Rammstein e Fields Of The Nephilim. Con ciò, però, non nego che rimarrete coinvolti nel mondo di “New Dead Nation”, “Little Angel”, “The Rape” e “Genocide”, in assoluto le migliori canzoni dell’album. Anzi, non vi riuscirà proprio di rimanere insensibili alla canzone migliore, “The Revolution Exodus”, dato che contiene un tocco della vera forza dei Deathstars: la capacità di mescolare violenza sofisticata e freddezza di sguardo sulla vita. Nel cd si trova anche la cover di Billy Idol “White Wedding”, rifatta con stile abbastanza personale. Speriamo continuino la loro ricerca e non si adagino sugli allori ingentilendo troppo il loro sound. Sarà inoltre lecito aspettarsi a breve il loro ritorno, dato che “Synthetic Generation” esce questo mese in Europa ma era stato terminato già un anno fa per un’etichetta svedese. Nell’attesa, godiamoci la morte secondo i Deathstars.

TRACKLIST

  1. Semi-Automatic
  2. Synthetic Generation
  3. New Dead Nation
  4. Syndrome
  5. Modern Death
  6. Little Angel
  7. The Revolution Exodus
  8. Damn Me
  9. The Rape
  10. Genocide
  11. No Light
  12. White Wedding
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