DECLINE OF THE I – Inhibition

Pubblicato il 13/11/2012 da
voto
7.0
  • Band: DECLINE OF THE I
  • Durata: 00:58:15
  • Disponibile dal: 24/09/2012
  • Etichetta: Agonia Records
  • Distributore: Masterpiece

Tra concept e atmosfere gelide fa capolino questo nuovo progetto denominato Decline Of The I, band parigina capitanata da A.K., per i più attenti il chitarrista dei Vorkreist. Quello iniziato con “Inhibition” è un percorso ambizioso, attraverso il quale il polistrumentista cerca (e cercherà) di sviscerare tutto quanto è ritenuto scomodo e disagevole per l’essere umano, sottolineandone i pensieri e le reazioni che esso tenterà di portare a compimento. Tutto ciò verrà racchiuso in una trilogia, di cui “Inhibition”, appunto, è il primo oscuro tassello, al quale seguiranno “Rebellion” e “Escape”, andando a formare un trittico decadente e interessante anche dal punto di vista musicale. Un densissimo ibrido di black metal, doom, sludge e quel tocco di elettronica ad arricchire l’atmosfera che pervade le otto tracce presenti, un’atmosfera carica di sensazioni negative e chiusa a tutto ciò che sia ritenuto solare e colorato. Se i rimandi ovvi nei momenti più fuligginosi sono i connazionali Celeste, è in quelli lenti e paurosamente freddi che le influenze degli Shining di Niklas Kvarforth prendono il sopravvento, contribuendo alla creazione di un lungo declino musicale essenziale e principalmente scarno di elementi, eccezion fatta per le oppressive ritmiche e il cantato stridulo, a tratti esasperato, dello stesso A.K., raggiunto di rado dalle urla secondarie degli altri membri della band. Si distinguono tracce claustrofobiche come “Art Of Cancer?” e “The Other Rat” – perfetti esempi del rapporto black-elettronica sparsi un po’ in tutto il disco – mentre la conclusiva “Keeping The Structure” funge da perfetta summa di tutto ciò che il progetto è in grado di comunicare, ponendosi come ottimo ponte di collegamento con il prossimo capitolo. Questo è “Inhibition”, un rapporto liriche-songwriting che, all’alba del 2013, non apporta nulla di nuovo, toccando anche certe idee manifestate da altre formazioni. Tuttavia, l’ispirazione generale è degna di nota, alla quale si aggiunge una vistosa conoscenza della materia che permette all’album di scorrere via molto bene nonostante la non facile assimilazione. Una nuova realtà da tenere d’occhio, per ora da considerare solo come una seconda scelta, ma in futuro chissà…

TRACKLIST

  1. Où Se Trouve La Mort?
  2. The End Of A Sub-Elitist Addiction
  3. Art Or Cancer?
  4. The Other Rat
  5. Mother And Whore
  6. Static Involution
  7. L'indécision D'être
  8. Keeping The Structure
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