DECLINE OF THE I – Rebellion

Pubblicato il 11/03/2015 da
voto
7.0
  • Band: DECLINE OF THE I
  • Durata: 00:47:45
  • Disponibile dal: 27/02/2015
  • Etichetta: Agonia Records
  • Distributore:

Decline Of The I è il progetto di A.K, polistrumentista francese, attivo nelle scene estreme da oltre quindici anni con svariate band tra cui Merrimack e Vorkreist . Il progetto nasce ispirandosi agli studi del biologo francese Henri Laborit, autore di numerosi testi tra cui “L’elogio alla fuga”, in cui descrive le possibilità comportamentali nella società umana e le conseguenze (soprattutto patologie psicosomatiche) delle inibizioni. Intento lodevole, quello dell’artista francese. Musicare questi studi con atmosfere oscure, malate, figlie di un black metal evoluto, sperimentale e quanto meno visionario è azione ardita e coraggiosa e solo per questo andrebbe premiato lo sforzo. Il concept si dovrebbe sviluppare con tre album e questo “Rebellion” è il secondo, mentre “Inibhition”, il debutto, risale al 2012. Le sette tracce dell’opera rappresentano il capitolo più brutale ed intransigente della trilogia. La brutalità che Agonia Records pubblicizza nella biografia dei Decline Of The I tuttavia si fatica a trovare. Troviamo, invece, un album interessante sotto altri aspetti. Soprattutto per la compattezza con cui le lunghe canzoni si evolvono all’interno di un messaggio sonoro ostico e sperimentale e per l’originale commistione tra partiture tipicamente di genere con episodi quasi industrial o ambient (“Hexenface”). I riferimenti e gli accostamenti ad altre bans che hanno tracciato la strada del post black ci sono tutte. Le pennellate di nero opaco psichedelico ricordano le intransigenze sonore dei Blut Aus Nord, mentre le parti più acide e caustiche portano alla mente il marciume sonoro dei maestri Deathspell Omega del periodo kenosiano. Nonostante le influenze marcate, i Decline Of The I riescono a creare un proprio percorso musicale ed artistico che accresce ed evidenzia la valenza filosofica del concept . “Rebellion” è un lavoro elitario, difficile da assimilare, ma non per questo poco affascinante. Quando lo si finisce di ascoltare si avverte quasi il bisogno di approfondire immediatamente con altri ascolti. Le composizioni sono substrati di malattia mentale e disagio, e questo pervade nelle astruse soluzioni quasi al confine con l’industrial più marziale dei Red Harvest. A.K. regala insicurezze e disagio che l’ascoltatore non può fare a meno di condividere e poi metabolizzare. “Rebellion” è un esperimento riuscito che spiana la strada per l’ultimo capitolo del concept. Attendiamo impazienti il seguito.

TRACKLIST

  1. Lower Degree of God’s Might
  2. Hexenface
  3. Le Rouge, La Vide et Le Tordu
  4. The end Of Prostration
  5. Pieces Of A Drowned Motion
  6. Deus Sive Musica
  7. On Est Bien Peu De Chose
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