DECREPITAPH – Profane Doctrines Unburied

Pubblicato il 11/06/2011 da
voto
8.0
  • Band: DECREPITAPH
  • Durata: 00:49:39
  • Disponibile dal: 23/02/2011
  • Etichetta: Razorback Records
  • Distributore:

I Decrepitaph sono la prova che la globalizzazione è un fenomeno ormai concreto: quando, se non al giorno d’oggi, avreste mai potuto sentire un gruppo di texani di Dallas suonare come un gruppo svedese? Per avere un’idea efficace della musica proposta, che vi invogli ad ascoltare quest’album, immaginate il classico gruppo svedese che suona con talento la sua musica, ma che dedica ai particolari le stesse attenzioni e meticolosità di un gruppo americano. E’ così dunque che si spiegano riff (rigorosamente a “motosega”) elaborati ma diretti, così che le strutture dei pezzi si fanno generalmente più complesse rispetto a quelle del classico death svedese e così che le ritmiche, per quanto nello stesso solco stilistico, risultano un poco più ricercate, con cambi di tempo di buon gusto. Il risultato di tanta applicazione è “Profane Doctrine Unburied”, un album estremamente vario e vivo, epico e drammatico sin dall’intro, capace di suscitare interesse ascolto dopo ascolto grazie ad una ricchezza di soluzioni tale da donare ad ogni pezzo una spiccata identità: quando ai Decrepitaph andrà di opprimervi, lo faranno con i rallentamenti al limite del doom di “Mortified Spirits”; quando vorranno ricordarvi che, dopotutto, sono americani rileggeranno i Grave in chiave Incantation come avviene in “Evangelical Evisceration”, ibrido perverso e fascinoso; quando, invece, vorranno mostrarvi la loro dimestichezza con la melodia si riserveranno di farlo in tre diverse accezioni: in “Desecrate Sacred Flesh” lo faranno con dei soli da sogno acido, in “A Suffocating Evil” rievocando del classico heavy metal nel cuore del brano, mentre in “Ghost Of The Gallows” si dedicheranno unicamente a tale scopo, tramite uno strumentale che rende come una versione melodica degli Autopsy. Lo spettro emotivo di quest’album è tanto vasto che ai Decrepitaph sfugge persino qualche momento malinconico: si tratta di quel tipo di cose che colpiscono la particolare sensibilità del deathster tutto d’un pezzo, gelosamente custodita e sfogata al massimo con un’alzata di sopracciglio; “Horror Prevails”, espressione più evidente di tutto ciò, lascia che questo carattere emerga dal suo incedere furioso grazie alle sue particolari linee vocali. Non paghi di tante informazioni compresse in così poco spazio-tempo, questi texani si permettono il lusso di una chiusura di grande effetto: tra citazioni di b-movies, suggestioni sabbathiane e belluina conclusione in fade-out edificano una vera e propria cattedrale di suono, monito di quanto il death metal abbia primariamente da essere pericolosa e depravata sinfonia di morte. “Profane Doctrine Unburied” è un album che consigliamo a tutti coloro che ripongono un qualche tipo d’interesse nella musica estrema, poiché concepito da un gruppo in grado di infondere a piacimento i suoi umori alla propria musica, creando un flusso emotivo organico che coinvolge totalmente l’ascoltatore.

TRACKLIST

  1. Angelic Damnation (Intro)
  2. Convulse in Eternal Agony
  3. Desecrate Sacred Flesh
  4. A Suffocating Evil
  5. Mortified Spirits
  6. Domain of the Occult
  7. Evangelical Evisceration
  8. Ghost of the Gallows
  9. Horror Prevails
  10. The Crucifix Crumbles (A Decrepit Epitaph)
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