DEEDS OF FLESH – Portals To Canaan

Pubblicato il 02/07/2013 da
voto
8.0
  • Band: DEEDS OF FLESH
  • Durata: 00:42:23
  • Disponibile dal: 25/06/2013
  • Etichetta: Unique Leader
  • Distributore: Masterpiece

Lunga vita ai Deeds Of Flesh! A cinque anni di distanza dal portentoso “Of What’s To Come”, disco che aveva spezzato letteralmente in due le opinioni dei fan in virtù di un sound rinnovato e modellato secondo i dettami della moderna scena techno-death, Erik Lindmark e soci si ripresentano sul mercato con un nuovo lavoro, il nono di una carriera al cui interno non è stato ancora possibile rintracciare il benché minimo segno di appannamento. Dai leggendari “Trading Pieces” e “Inbreeding The Anthropophagi” (uno dei platter più affascinanti e al tempo stesso sottovalutati della scena death metal a stelle e strisce), alla già menzionata opera del 2008, la band californiana ha sempre palesato una classe ed un carisma da cosiddetti primi della classe, lavorando con estrema calma e distinguendosi per un songwriting mai banale, che necessita puntualmente di ripetuti ed attenti ascolti per essere assimilato a dovere. Il discorso, ovviamente, vale anche per “Portals To Canaan”, pluri-annunciato e pluri-rimandato full-length che sancisce un sostanzioso avvicendamento tra le fila della line-up: fuori Sean Southern alla chitarra ed il fenomenale Erlend Caspersen al basso (Spawn Of Possession, ex-Blood Red Throne), dentro Craig Peters e Ivan Munguia, musicisti giovani ed agguerriti già visti al lavoro con Arkaik e Brain Drill. Sempre al loro posto, invece, Mike Hamilton dietro le pelli e Lindmark nella duplice veste di cantante/chitarrista, indubbiamente una delle coppie più letali in campo extreme metal degli ultimi anni. Prendendo le mosse dalla precedente fatica discografica, il quartetto prosegue imperterrito nella sua opera di distruzione ed annientamento globale, dando in pasto agli ascoltatori uno dei suoi dischi più riusciti ed avvincenti, nonché uno degli apici di questo 2013 metallico. Strutture ultra-complesse ed imprevedibili, riff tecnicissimi, partiture ritmiche ai limiti della schizofrenia… Un dispiegamento di forze senza eguali, perfettamente sottolineato dal concept apocalittico/fantascientifico attorno a cui ruotano i testi. E le tracce? Gemme di rara ferocia, scandite dal growling di un Lindmark mai così incazzato ed espressivo dietro al microfono, si susseguono senza soluzione di continuità in una spirale di violenza incontrollata: dalla massacrante “Amidst The Ruin”, canzone-manifesto dei Deeds Of Flesh odierni, alla frenetica “Xeno-Virus”, thrashy ed incastonata di assoli al fulmicotone, i nove capitoli della tracklist non fanno altro che confermare la fama che accompagna questa band dal lontano 1993, quando, per le strade di Los Osos, un gruppo di ragazzi decise di dare libero sfogo al proprio ingegno e alla propria depravazione. Non siete ancora convinti? Date un ascolto al finale di “Rise Of The Virvum Juggernaut” che, come una mitragliatrice impazzita, spargerà il vostro cervello sulle pareti di casa! In definitiva, ascolto semi-obbligato per qualsiasi death metaller degno di questo nome, baciato da una produzione mostruosa ed incorniciato da un artwork di sicuro impatto. I maestri sono tornati: le altre band sono pregate di mettersi in fila.

TRACKLIST

  1. Amidst The Ruin
  2. Entranced In Decades Of Psychedelic Sleep
  3. Rise Of The Virvum Juggernaut
  4. Celestial Serpents
  5. Caelum Hirundines Terra/The Sky Swallow The Earth
  6. Xeno-Virus
  7. Hollow Human Husks
  8. Portals To Canaan
  9. Orphans Of Sickness (Gorguts Cover)
1 commento
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