DEEP PURPLE – Made In Japan – 40th Anniversary

Pubblicato il 04/06/2014 da
voto
7.0
  • Band: DEEP PURPLE
  • Durata: 05:42:00
  • Disponibile dal: 19/05/2014
  • Etichetta: Universal Music Enterprises
  • Distributore: Universal Music Enterprises

Ogni qual volta viene immessa nel mercato una versione celebrativa di una qualsivoglia pietra miliare del rock, l’attenzione e soprattutto il portafogli dei collezionisti e degli appassionati del genere vengono inevitabilmente attratti come una gigantesca calamita da un ventaglio di proposte potenzialmente in grado di accontentare tutte le tasche. Con una scelta che va dal tradizionale CD al sontuoso cofanetto composto da ben nove LP, incluso un libro di sessanta pagine ricco di foto e aneddoti, è indiscutibile che il monumentale “Made In Japan” dei Deep Purple riesca, dopo oltre quarant’anni, a scatenare la critica e gli appassionati in lodi sperticate e generosi applausi in grado di spellare le mani. La versione promozionale a nostra disposizione include tre CD nei quali sono incluse le esibizioni incise tra il quindici ed il diciassette agosto del 1972 sui palchi del Sol Levante (tra Osaka e Tokyo). In aggiunta, troviamo un bonus disc nel quale vengono raccolti gli ‘encores’ ed un gradito DVD dal quale spicca un breve documentario nel quale gli stessi protagonisti raccontano gli eventi che hanno portato la Mark II dall’ascesa planetaria alla scottante fine. Immancabile la presenza di alcune superstar (leggasi l’entusiasta Lars Ulrich, il compassato James Hetfield ed il brillante Bruce Dickinson), che testimoniano la propria venerazione nei confronti di un’inamovibile pietra miliare del genere. Ci troviamo semplicemente di fronte al live album definitivo, eguagliato per importanza soltanto dal meraviglioso “Frampton Comes Alive” di Peter Frampton. Non troviamo alcun inganno architettato in studio per mascherare eventuali lacune, lasciando così fluire un’energia vulcanica che a distanza di quattro decadi è ancora capace di lasciarci attoniti. Mastodonti del calibro di Led Zeppelin e Uriah Heep non sono riusciti lontanamente a sfiorare la grandeur di questa magnificente opera. Ad onor del vero, vi ricordiamo che le tre date erano già state integralmente immortalate nel 1993 sul triplo CD celebrativo intitolato “Live In Japan”, inesorabilmente penalizzato da un missaggio tutt’altro che irresistibile. Purtroppo l’impressionante lavoro svolto dal produttore Martin Birch, il quale è riuscito miracolosamente ad incanalare la disumana energia profusa dal quintetto britannico in una modesta consolle a otto piste, viene svilito dallo zoppicante remix di Kevin Shirley, affossato peraltro da un nefasto missaggio a cura di Martin Pullman. Voce e batteria vengono ingiustificatamente relegate in secondo piano, dando inopinatamente risalto alle sei corde e all’Hammond. Al posto di far brillare i pochissimi punti oscuri presenti nel missaggio originale, assistiamo inermi ad un impasto sonoro sfocato e poco definito. Queste mancanze oggettive non sono sufficienti ad impedirci di rimanere esterrefatti dall’impressionante ascesa progressiva di “Highway Star”, resa divina da accecanti duelli solisti di chitarra e tastiere dal marcato accento neoclassico. Il celebre riff scolpito nella memoria collettiva di “Smoke On The Water” fa da preludio a “Child In Time”, drammatica ed avvolgente suite squarciata dalle sconvolgenti urla di un Gillan mai più capace di toccare in futuro gli stessi livelli emotivi. L’esplosivo delirio orgiastico degno di un impressionante ottovolante di “The Mule”, peraltro enfatizzato dal frenetico assolo dietro le pelli di Ian Paice, scivola nella prova di forza tra Gillan e Blackmore in “Strange Kind Of Woman”. Troviamo il tempo di tirare il fiato nella spigliata “Lazy”, prima di prendere l’astronave denominata “Space Truckin'”, alla quale spetta il compito di ricondurci sul pianeta Terra. Per quale motivo dovremmo rimanere conquistati da un triplo CD che presenta la medesima scaletta? Semplice, in ogni data la band parte da un punto fermo per lasciarsi andare in fervide improvvisazioni create, dirette e plasmate dalla mente del Maestro Ritchie Blackmore, chitarrista capace di rievocare il gusto e la sensibilità dell’irraggiungibile Jimi Hendrix, senza peraltro ricalcare in maniera lineare il suo approccio blues. In sostanza, il suddetto live album rappresenta il tormento e l’estasi di una band immortalata al vertice della propria geniale creatività, acuita dalle prime fratture interne tra il bizzarro chitarrista ed il cantante Ian Gillan. La nostra disamina non può essere completa, in quanto non siamo in possesso del libro allegato all’edizione deluxe, prodotto che avrebbe indubbiamente contribuito ad innalzare il voto di codesta ristampa, complessivamente al di sotto delle nostre aspettative per i motivi sopra ben specificati. Acquisto obbligatorio soltanto per i più tenaci fan dei Deep Purple e gli indomiti collezionisti; tutti gli altri possono procurarsi un giradischi e una vecchia copia in vinile del suddetto album per godersi appieno questo ben di Dio.

N.B Il voto si riferisce esclusivamente al valore della ristampa in oggetto e non alla qualità delle composizioni.

TRACKLIST

  1. Highway Star
  2. Smoke On The Water
  3. Child In Time
  4. The Mule (Drum Solo)
  5. Strange King Of Woman
  6. Lazy
  7. Space Truckin'
  8. Black Night (Osaka, August 15, 1972)
  9. Speed King (Osaka, August 15, 1972)
  10. Black Night (Osaka, August 16, 1972)
  11. Lucille (Osaka, August 16, 1972)
  12. Black Night (Tokyo, August 17, 1972)
  13. Speed King (Osaka, August 17, 1972)
  14. DVD: Made in Japan - The Rise of Deep Purple MK II
  15. DVD: Smoke On The Water (Official clip)
  16. DVD: The Revolution
  17. DVD: Germany 1972 (Small documentary piece from Boblingen Sporthalle Stuttgart -February 10, 1972)
  18. DVD: Smoke On the Water (Live clip from Hoftsra University - May 29, 1973)
3 commenti
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