DEEP PURPLE – Perfect Strangers

Pubblicato il 24/10/1984 da
voto
9.0
  • Band: DEEP PURPLE
  • Durata: 00:39:35
  • Disponibile dal: 12/11/1984
  • Etichetta: Polydor
  • Distributore: Universal

E’ il 1983 quando, dopo quasi dieci anni, viene fatto il primo passo verso una reunion dei Deep Purple nella loro formazione più classica e amata. Ritchie Blackmore, reduce da un periodo non proprio scintillante con i suoi Rainbow, inizia ad accarezzarne l’idea e tramite il proprio manager gli ingranaggi iniziano a muoversi. Jon Lord e Ian Paice accettano con entusiasmo e, poco dopo, anche Roger Glover e Ian Gillan accettano di riprendere il discorso interrotto nel 1973 con “Who Do We Think We Are”. Quello che, però, vuole essere chiaro fin da subito, è il fatto di non voler scadere nella reunion nostalgica: i Deep Purple sanno che gli anni ’70 sono passati, cedendo il passo agli anni ’80, un decennio che ha stravolto completamente l’idea della musica rock. Non a caso tantissimi giganti del decennio precedente hanno visto la loro stella tramontare in quel decennio, costretti a snaturare completamente il loro sound per rincorrere un pubblico che, chiaramente, sta cercando altro. Blackmore e soci, da questo punto di vista, compiono la scelta migliore, riuscendo a raggiungere l’equilibrio perfetto, ritrovando la magia di un tempo senza risultare fuori tempo massimo. Quando Blackmore, Gillan, Glover, Lord e Paice si ritrovano in studio, la scintilla scocca subito e i cinque musicisti sono i primi a rimanere sorpresi della facilità con cui il vecchio affiatamento torna a galla: le tensioni ci sono ancora, soprattutto per questioni economiche, ma musicalmente appare evidente a tutti come i veri Deep Purple siano questi. Il risultato di queste sessioni è un album strepitoso, che può tranquillamente stare a fianco ai grandi classici della band senza sfigurare. Si parte con “Knocking At Your Back Door” che sembra quasi un red carpet per il ritorno dei Deep Purple: prima Lord, poi il basso pulsante di Glover, il ritmo quadrato e possente di Paice, e poi via alla chitarra di Blackmore e alla voce di Gillan per un brano che è subito un classico. Da lì è un ottovolante di puro e semplice hard rock, suonato alla grandissima, con melodie eccezionali: “Under The Gun”, “Nobody’s Home” e “Mean Streak” si susseguono senza un attimo di respiro. La title track non necessita di grandi presentazioni: un brano che tutt’oggi è immancabile ad ogni concerto della band inglese, con un andamento kashmiriano e una prova di tutti i musicisti semplicemente perfetta. Impossibile concludere, poi, senza citare almeno l’infuocata “Gypsy’s Kiss”, guidata da un incredibile intreccio strumentale; la barocca “Hungry Daze” costruita su un avvolgente melodia di chitarra ed un incedere marziale; per non parlare della bellissima “Wasted Sunsets”, intensa ballad capace di rivaleggiare con un capolavoro come “When A Blind Man Cries”. I risultati di vendita sono soddisfacenti, nonostante le recensioni altalenanti della critica, tuttavia quello che convince tutti è il tour di supporto, che mostra ancora una volta una band con pochi rivali. Per i Deep Purple tutto sembra andare per il meglio, eppure, come spesso accade nella storia travagliata di questa band, qualcosa sta per rompersi ancora una volta.

TRACKLIST

  1. Knocking At Your Backdoor
  2. Under The Gun
  3. Nobody's Home
  4. Mean Streak
  5. Perfect Strangers
  6. A Gypsy's Kiss
  7. Wasted Sunsets
  8. Hungry Daze
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