DEEP PURPLE – Purpendicular

Pubblicato il 25/09/1996 da
voto
8.0
  • Band: DEEP PURPLE
  • Durata: 01:02:16
  • Disponibile dal: 17/02/1996
  • Etichetta: RCA
  • Distributore: Sony

Ritchie Blackmore è sicuramente uno dei più grandi chitarristi che abbia mai calcato un palco, uno dei più estrosi, spesso tormentato ma capace di lampi di puro genio. Un artista completo, dotato di un gusto inarrivabile sia in ambito ritmico che solista, accompagnato da una tecnica invidiabile per la sua epoca, e soprattutto dotato di una capacità di scrittura fuori scala. Detto questo, però, se i fan dei Deep Purple hanno potuto godere di altri vent’anni abbondanti di musica, lo si deve proprio al biondo e sorridente chitarrista che risponde al nome di Steve Morse, e non tanto per le sue qualità (comunque notevolissime) di strumentista e compositore, ma piuttosto grazie al fatto di essere colui che ha portato finalmente pace e serenità ad una formazione tra le più travagliate nella storia del rock. I Deep Purple, dopo una serie di date dal vivo con lo scopo di rodare la nuova formazione, si ritrovano quindi in studio per registrare il successore di “The Battle Rages On” e subito l’atmosfera appare completamente diversa rispetto al passato. La band ritrova il gusto di suonare assieme, di improvvisare, di lasciarsi guidare dall’ispirazione del momento: basta una linea di basso, un riff di chitarra, un ritmo di batteria e subito la band segue a ruota, andando a comporre in breve tempo una selezione di canzoni frutto dell’urgenza creativa del momento e non più della necessità di assolvere ad un dovere contrattuale. Lo stile di Steve Morse è molto diverso da quello di Blackmore, più morbido, più canonico se vogliamo, ma si integra da subito alla perfezione della trama disegnata dagli compagni, dando vita ad uno stile che sarà alla base di tutta la musica composta dai Deep Purple da quel momento in poi. Sebbene la formazione sia ancora poco rodata, la qualità di “Purpendicular” è molto elevata, capace di eguagliare e talvolta superare “The Battle Rages On”: tra i brani più notevoli citiamo “Vavoom: Ted The Mechanic”, che diventerà uno dei punti di forza dal vivo della nuova formazione; “Sometimes I Feel Like Screaming”, più delicata ed intima, con un grande lavoro alle chitarre ed una splendida interpretazione vocale di Ian Gillan; la ritmata “Hey Cisco”, caratterizzata da un pregevole interplay tra i musicisti e una carica trascinante; e la conclusiva “The Purpendicular Waltz” che mostra una band ancora capace di fare grande rock. Molto interessanti, poi, gli episodi più lontani dal classico ‘Purple-sound’: in primo luogo “Soon Forgotten”, con il suo incedere sbilenco e non convenzionale, fino a “The Aviator”, elegante incursione in territori folk acustici. Il pubblico reagisce bene al nuovo album e la band, pur essendo ormai lontana dai successi del passato, si rimette in marcia suonando senza sosta e mettendo in scena concerti di alto livello capaci di acquietare gran parte dei nostalgici di Blackmore. Ancora una volta i Deep Purple sono riusciti a reinventarsi, trovando finalmente un equilibrio da tempo perduto: una nuova era è iniziata.

TRACKLIST

  1. Vavoom: Ted the Mechanic
  2. Loosen My Strings
  3. Soon Forgotten
  4. Sometimes I Feel Like Screaming
  5. Cascades: I'm Not Your Lover
  6. The Aviator
  7. Rosa's Cantina
  8. A Castle Full Of Rascals
  9. A Touch Away
  10. Hey Cisco
  11. Somebody Stole My Guitar
  12. The Purpendicular Waltz
0 commenti
I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti dagli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.