7.5
- Band: DEFLAG
- Durata: 00:24:30
- Disponibile dal: 28/02/2025
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Formatisi nel 2019 dall’unione di Daniele (voce), Lorenzo (chitarra), Pc (basso) e Fabio (batteria), i Deflag si sono fatti notare per un primo EP (“Let Us All Unite!”) del 2021 e la data di spalla agli Hed P.E. l’anno successivo, per poi tornare ora con un nuovo EP di sei tracce, “Of Scars And Sparrows”, ispirato fin dalla copertina a “L’Uccello Dipinto”, storia controversa di un bambino ebreo cresciuto nell’Europa dell’Est durante la seconda guerra mondiale.
Musicalmente parlando, il quartetto prende le mosse da una solida base hardcore, particolarmente evidente nei riff di apertura di “Thousand-Yard Stare” o nel giro di basso iniziale di “Enjoy (Your Own Tragedy)”, ma non è che il punto d’ingresso verso un universo sonoro decisamente poliedrico.
E’ così che l’urgenza ritmica dei Lamb Of God e i cori al testosterone degli Hatebreed lasciano spazio a squarci melodici concettualmente accostabili ai Deftones ma con parti soliste molto più elaborate, trovando ulteriore linfa nello spoken word tipico del post-hardcore (la già citata “Thousand-Yard Stare”, con un climax emotivo accostabile ai Touché Amoré).
La voglia di procedere per accumulo li porta a volte forse a strafare, come nello stacco simil-jazz di “Enjoy (Your Own Tragedy)”, ma la doppietta finale conferma l’abilità dei Deflag sia quando si tratta di andare dritto per dritto (il metalcore più lineare di “Candies for Slaves”) che quando procedono a zig-zag, come nella conclusiva “The Call”, con i suoi saliscendi ritmici in grado di provocare un senso di apnea, salvo poi tornare a respirare negli squarci melodici.
Dopo due EP di pregevole fattura li attendiamo alla prova sulla lunga distanza per la definitiva conferma, ma le premesse in termini di personalità sono più che incoraggianti.
